La Svizzera venuta dalla notte dei tempi – 2

Continuiamo l’avvincente articolo di André Malby…

Gli ingnoti superiori.

Nel 1610 infatti Mathias Becker pubblica la “Steganographia” a Francoforte; un piccolo particolare avrebbe dovuto richiamare l’attenzione dei ricercatori. Questa edizione reca all’inizio la dicitura. “Con privilegio e permesso dei Superiori”…Non può assolutamente trattarsi delle autorità cattoliche: l’opera di Tritheme era all’indice dall’anno precedente! Da quali Superiori sconosciuti emana questa autorizzazione postuma e limitata alla versione castrata dell’opera proibita? Il libro trattava della tecnica di trasmettere informazioni a distanza. Oggi possiamo meglio comprendere le imlicazioni di tale rivelazione: non è forse vero che oggi energia è innanzitutto e soprattutto Informazione? Non sarebbe il caso di ricordare in proposito una storia molto più recente e altrettanto misteriosa e inquietante?

Il Segreto di Filippov.

Nella notte del 17 dicembre 1903 uno scienziato russo trovò la morte nel proprio laboratorio, Mikhail Mikhailovic Filippov scompariva così, probabilmente assassinato dalla terribile Okrana, la polizia segreta di Nicola II, cui fu consegnato il manoscritto dell’ultima opera dello scienziato. Lo zar lo fece bruciare e così il laboratorio dello sventurato ricercatore. Il titolo dell’opera “la rivoluzione attraverso la Scienza, o la Fine delle Guerre” trattava di un metodo per trasmettere a distanza informazioni energetiche…Si trattva nel caso specifico, di far giungere a qualsiasi distanza gli effetti di un’esplosione. Così, una bomba che scoppiasse a Mosca poteva trasmettere i suoi effetti in qualunque altro luogo: Costantinopoli o gli antipodi…Non si può fare a meno di stabilire un rapporto fra questa trasmissione  di effetti di cui trattava Jean Trithème e di cui i lavori di Filippov dimostravano la possiilità, con le teorie rivoluzionarie di Paracelso. In effetti il geniale medico svizzero preconizzava, per esempio per guarire certe ferite, di applicare il trattamento all’arma che ne era stata  la causa! Non bisognava vedere  in questo il risultato di lezioni molto simili a quelle di Trithème? Entrambi Jean Trithème e Paracelso, ripetevano senza posa che  i loro scritti  non avevano  nulla a che vedere con la  magia, contro la cui pratica si battevano energicamente.

La via alchemica e i Crogioli della Rosa.

Presso quali altre fonti orientali Paracelso potè verificare e ampliare le conoscenze che dovevano fare di lui un genio che il  mondo moderno  non ha ancora finito di scoprire? Non fu allora che  il novello iniziato  all’eredità della Sodalitas Celtica incontrò i maestri che gli don arono le chiavi di ciò che avrebbero applicato parzialmente alla scienza medica? Più segnato dalla tradizione orientale figlia delle grandi università arabe dell’epoca, che dalla tradizione medica europea figlia di Galeno, egli manifestò fin dal suo ritorno una sapienza che, benchè abituale fra gli scienziati islamici iniziati, era totalmente sconosciuta alla cultura europea dell’epoca. E’ certo, come mi  hanno narrato recentemente a Rhoden, la Rodi dell’Appenzell, che egli aveva riportato con sé dal suo viaggio il segreto della composizione dei crogioli dell’isola di Rodi, noti da sempre agli alchimisti, e che il medioevo conosceva, come prima i romani e i bizantini, dal marchio a forma di rosa che ne adornava il fondo, e che si ritrova già sulle anfore del naufragio di Ser-Celiman. Questi Crogioli della Rosa che  Gerbert d’Aurillac usava per le proprie ricerche prima di diventare papa nell’anno mille, hanno avuto al di là dell’oblio e delle deformazioni del sapere una lunga discendenza. Sono stati all’origine, con il loro nome, della leggenda dei Rosa-Croce che confonde l’artefice e il suo utensile riunendo nello stesso nome l’Opera e l’Artista.  Ancor oggi i Rosae Crocibuli sono presenti a quanti aspirano alla conoscenza dei misteri della terra e del cielo…Analogamente (e seguendo sempre quanto mi fu narrato nella Rodi dell’Appenzell ai piedi di uno stranissimo Albero della Vita dipinto secoli fa) , Paracelso avrebbe portato in Svizzera il segreto del vetro particolarissimo con cui devono essere fabbricati i recipienti e le storte dell’opera alchemica. Questi speciali matracci sono infatti il vero segreto dell’Alchimia operativa, perchè è nella massa stessa del cristallo che si diffondono ad una determinata temperatura i metalli trattati durante  le operazioni prelminari dell’opera. Questa strana rivelazione mi fu comunicata nel cuore delle Alpi svizzere, accompagnata da una documentazione schiacciante…L’Elvezia eterna, misteriosa e segreta, non cessa di esibire i suoi incantesimi.

Il lignaggio del Re del Mondo

Dalle profondità della storia europea, l’ombra di uno stano monarca che tuttora appassiona gli storici continua a designare la Svizzera di oggi e i territori di allora come depositari di un segreto ancora ignorato dai cercatori di miracoli. Dagoberto II, allevato in Irlanda in un monastero di Slane, è uno dei monarchi più mist eriosi che ci abbia lasciato la storia. Egli è all’origine di quello che sembra esere il lignaggio europeo del Re del Mondo, la cui emanazione sarebbe per l’Occidente quel grande monarca di cui re e im peratori leggendari come Federico Barbarossa sono aspetti momentanei. Quando nel 674 Dagoberto II, ritenendo giunto il momento, reclama il proprio regno, viene aiutato proprio da Wilfrid di York, re di Nothumbria, di cui si è conquistato la stima, ma anche e soprattutto da Amatus, vescovo di Sion nel Vallese. Amatus sarà il nemico del maggiordomo di palazzo di Thierry III, Ebroin, istigatore e complice dll’assassinio di Dagoerto II, che Dagoberto III deporrà riprendendo il trono. Egli aiuterà il futuro re a raggiungere la sua capitale, la città di Stenay nelle Ardenne, facendolo passare per il suo vescovato ed evitando così di fargli atrraversare i territori di Thierry III. Così già nel VII la Svizzera si trova legata a uno dei personaggi più importanti e più enigmatici della storia europea.

L’enigma di Cristo e del Priorato di Sion.

I portavoce di alcune fonti estremamente documentate e serie affermano che non solo il vero Cristo non è morto sulla croce, ma anche che fuggì da Israele con la sua compagna, che ebbe figli leggitimi discendenti dai re di Giuda, e che Dagoberto e i suoi discendenti rappresentano il lignaggio diretto del sangue divino. Il Sacro Graal sarebbe allora a maggior ragione il Sangue Reale, e d’un sol colpo si chiarirebbero i mille intrighi e le mille riapparizioni nella storia della società segreta più antica che esista: Il Priorato di Sion. Questo monarca viene assassinato per ordine del maestro di palazzo Pipino di Héristal il 23 dicembre 679 durante una partita di caccia nella foresta delle Ardenne, e bisognerebbe accostare questa morte a quella di un informatore dello scrittore Gérard de Sède, che trattò l’argomento nelle sue opere: infatti il marchese di B. fu ucciso il 23 dicembre 1971, durante una partita di caccia nelle  Ardenne! IL monarca favoloso il cui regno non sarebbe esistito senza il  corconso di Amatus, è all’origine di una storia lunga e misteriosa, che va da Gerusalemme all’Europa e copre secoli di segreti di stato e di politica europea e mondiale. I grandi Maestri che conosciamo appartengono all’elite dello spirito, pochè ritroviamo tra loro personaggi come Leonardo da Vinci, Nicolas Flamel, il pittore Nicola Pussin, Jen Cocteau, ecc..ma quanti personaggi più  misteriosi ancora e che non  conosceremo mai, hanno avuto in mano i fili della storia? La storia recente ritorna alle sue radici elvetiche, dato  che l’attuale Ordine del Priorato di Sion è riapparso ufficialmente nel 1958 ad Annemasse, alle porte di Ginevra! D’altro canto i testi più enigmatici riguardanti questo tema scottante rivolgono anch’essi l’attenzione alla Svizzera. “L’Enigme du Rhazés et le secret des descendants des Mèrovingiens” pubblicato sotto lo speudonimo di Madeleine de Blancasall, dava come indirizzo quello del famoso Café du Molard di Ginevra, e si riferiva esplicitamente a una illusorioa Loggia Alpina di Ginevra, che non è mai esistita. Infine i dossier di Lobineau sugli aspetti intriganti di questo dramma genealogico ci arrivano anch’essi dalla Svizzera. Alla reputazione di segretezza e inviolabilità delle banche svizzere bisognerà forse aggiungere la staordinaria fedeltà e discrezione di coloro  che tra gli elvezi sono i depositari di beni senza dubbio più preziosi dell’oro. Mi riferisco a quelle conoscenze che potrebbero cambiare il corso della Storia e il destino dei popoli! Ma si tratta di un argomento che il rispetto impedisce di approfondire oltre. CONTINUA

nella prossima puntata la fine del lungo articolo: Il tesoro iniziatico del San Gottardo e I padroni segreti del mondo.

André Malby – sulla rivista Corto Maltese del 5 maggio 1987

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Pubblicato da

Rita

Consulente turistica italiana e travel designer. Dopo un'esperienza di quattro anni in Svizzera Romanda sono rientrata felicemente in Italia, vivo e lavoro tra Milano e il Lago Maggiore da sempre con la mia amica Giulia. Sono specializzata in turismo d'affari, turismo culturale e naturalistico. Turismo sostenibile ed esperienziale, marketing turistico. Ho scritto a quattro mani un manuale sul Bed and Breakfast e altri due sulla promozione e commercializzazione delle strutture ricettive extralberghiere e sulla gestione degli Afitti Brevi/Short Lets. Mi occupo anche di formazione per operatori in ambito turistico.

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