«Il dilemma svizzero – Bill Barazetti», un Giusto svizzero e 700 bambini salvati dall’Olocausto

Riporto dalla RSI – Mercoledì 5 maggio alle 21.00 su LA 2

Una spy story tra dilemmi e misteri

di Monica Bonetti

Barazetti davanti alla targa con il suo nome incisa allo Yad Vashem

Bill Barazetti è di primo acchito una sorta di Schindler svizzero autore del salvataggio di centinaia di bambini ebrei che con il suo aiuto sono riusciti nel 1939 a lasciare la Praga occupata dai nazisti e a riparare a Londra e nelle campagne inglesi scampando a un futuro fatto di persecuzioni, lager e camere a gas.

Una Serata evento speciale – Il documentario diffuso da LA 2 mercoledì 5 maggio in occasione del 65. anniversario dalla fine della seconda guerra mondiale parte proprio dal muro dello Yad Vashem – il museo dell’Olocausto – e da quel nome inciso per primo nella lista svizzera dei Giusti (di coloro cioè che a rischio della propria vita hanno salvato una vita ebrea durante la Shoa). Fin da questo inizio però cominciano i misteri attorno a Barazetti perché tanto per cominciare alla Confederazione non risulta che Barazetti sia svizzero. Cos’era allora quest’uomo cresciuto in Germania in una famiglia dalle forti simpatie naziste che però detestava le SS e che nel suo portafoglio aveva almeno 3 passaporti (tedesco, cecoslovacco e inglese)?

Se fino a un certo punto è abbastanza agevole seguire le tracce sue e della sua famiglia che parte dalla valle Vigezzo nei primi decenni del ‘900, le cose comprensibilmente si complicano quando Barazzetti fugge dalla Germania e ripara a Praga dove viene assoldato dai servizi segreti per svolgere attività di spionaggio nei confronti del regime nazista.

Una spy story alla vigilia della II GM – Per raccontare la vita di quest’uomo morto nel 2000, il documentario realizzato da Aldo Sofia e Lorenzo Buccella si sviluppa come un thriller. Sullo sfondo ci sono le immagini tragiche dell’avanzata delle ambizioni del terzo Reich e dell’impotenza europea di fronte al suo Führer, in primo piano le piccole storie di chi deve la sua vita al coraggio un po’ guascone e molto preveggente di chi prima che scoppiasse la guerra intuì che l’annessione dei Sudeti (la regione germanofona sul confine occidentale della Cecoslovacchia, è inoltre la regione d’origine di Oskar Schindler) seguita agli accordi di Monaco del 1938 e l’esodo di circa 30’000 persone in soli tre mesi, era solo il prologo della guerra e di un destino tragico per migliaia di persone. Quel coraggio e quella voglia di modificare un dramma preannunciato sono la molla che spinge Nicholas Winton un giovane inglese di Londra a raccogliere fondi e permessi per organizzare il viaggio di centinaia di bambini verso l’Inghilterra. A dargli una mano a Praga per gestire logisticamente il viaggio e per convincere le famiglie a lasciar partire i bambini è proprio Bill Barazetti nel frattempo entrato in contatto anche con l’intelligence britannica.

L’eroismo del tandem rimane però oscuro fino alla fine degli anni ’80 quando la BBC venuta a conoscenza dei diari di Winton gli dedica una puntata di un programma televisivo molto seguito e lo fa incontrare con i «bambini»salvati dalla sua generosità. E anche allora il nome di Barazetti non riappare, o almeno non subito.

Otima drammaturgia per un prodotto televisivo stimolante – Alternando le immagini delle interviste con la moglie, la figlia e la nipote di Barazetti, di quella con Nicholas Winton e di quelle con alcuni dei bambini salvati, alle immagini dell’epoca, il documentario ripercorre la vita di un uomo singolare e misterioso. La voce dello stesso Aldo Sofia integra il racconto dallo studio e ne potenzia l’efficacia narrativa, certamente grazie all’interesse intrinseco della vicenda ma anche grazie alla scrupolosa costruzione drammaturgica di un prodotto televisivo di buon livello. Ne emerge un ritratto in chiaroscuro dove luci e ombre sembrano calibrate e sfumate da un regista. Il dilemma non è più solo svizzero, diventa dilemma esistenziale e storico, gli interrogativi e i giudizi si sommano e spesso si contraddicono. Chi è Bill Barazetti? Un eroe o una spia dalle origini e l’identità ambigue? Forse neppure il dossier custodito all’archivio Nazionale Britannico emerso durante l’inchiesta di Sofia e Buccella, e secretato dall’intelligence britannica fino al 2049 permetterà di capirlo compiutamente.

O forse più semplicemente conta poco capire le motivazioni delle azioni di Barazetti e conta molto di più ciò che quelle azioni hanno prodotto, come sottolinea chi a Bill Barazetti e a quelle azioni deve la vita.

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Chi era Bill Barazetti?
http://www.timesonline.co.uk/tol/comment/obituaries/article987279.ece
Dalla sezione dei necrologi del Times un ritratto di Barazetti e di come la sua vicenda divenne nota
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Pubblicato da

Rita

Consulente turistica italiana e travel designer. Dopo un'esperienza di quattro anni in Svizzera Romanda sono rientrata felicemente in Italia, vivo e lavoro tra Milano e il Lago Maggiore da sempre con la mia amica Giulia. Sono specializzata in turismo d'affari, turismo culturale e naturalistico. Turismo sostenibile ed esperienziale, marketing turistico. Ho scritto a quattro mani un manuale sul Bed and Breakfast e altri due sulla promozione e commercializzazione delle strutture ricettive extralberghiere e sulla gestione degli Afitti Brevi/Short Lets. Mi occupo anche di formazione per operatori in ambito turistico.

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