Ancora su gli short lets

Dal mio primo articolo:
Per gestire un appartamento in locazione turistica temporanea non serve neppure presentare la DIA al Comune ma bisogna rispettare le norme di pubblica sicurezza relative alle locazioni circa i cittadini extra UE e apolidi e registrare il contratto di locazione oltre i 30 gg. di soggiorno.
La normativa di riferimento è quella del codice civile che riguarda le locazioni, applicabile quindi a livello nazionale.
Bisogna però tenere conto delle leggi delle singole regioni, o di provvedimenti comunali che non siano in contrasto con la suddetta legge.
Persino nel decreto legislativo emanato dal passato governo Berlusconi  c’è una norma che potrebbe essere applicata a questa tipologia. Vedere mio post su questo tema.
Morale, se non ci sono impedimenti reali o di consuetudine locale gli short lets = locazioni temporanee saltuarie, a scopo turistico, di tipo non imprenditoriale (per chi ha insomma solo uno o due appartamenti da dedicare a questo scopo) si possono gestire nel modo descritto. Per quel che riguarda poi i regolamenti di condominio penalizzanti o ci si spiega e ci si mette d’accordo, oppure lasciate perdere.
Potete trovare le leggi regionali che riguardano il turismo sul sito: http.//www.camera.it oppure sui siti delle singole regioni.

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Pubblicato da

Rita

Consulente turistica italiana e travel designer. Dopo un'esperienza di quattro anni in Svizzera Romanda sono rientrata felicemente in Italia, vivo e lavoro tra Milano e il Lago Maggiore da sempre con la mia amica Giulia. Sono specializzata in turismo d'affari, turismo culturale e naturalistico. Turismo sostenibile ed esperienziale, marketing turistico. Ho scritto a quattro mani un manuale sul Bed and Breakfast e altri due sulla promozione e commercializzazione delle strutture ricettive extralberghiere e sulla gestione degli Afitti Brevi/Short Lets. Mi occupo anche di formazione per operatori in ambito turistico.

6 pensieri riguardo “Ancora su gli short lets”

  1. Ciao Rita, ricordo solo che attualmente il Comune di Bergamo richiede ai gestori di short lets la DIA (dal 2011 diventata SCIA). Non essendo gli short lets ancora riconosciuti dalla legge lombarda, tali gestori sono costretti a dichiarare di essere titolari di case per vacanze, attività imprenditoriale che implica un minimo di tre unità immobiliari situate nello stesso comune e un soggiorno minimo di 7 notti. E’ evidente la legittima esigenza del Comune di poter monitorare gli short lets esistenti sul proprio territorio, è la modalità che non è propriamente corretta. Un’associazione della provincia di Bergamo sta collaborando con le istituzioni locali, affinchè sia creato un albo dei gestori di short lets, subordinato ad una DIA/SCIA ad hoc.

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    1. Grazie Giulia, è la notizia che mi mancava. Sarà sicuramente utile ai miei lettori bergamaschi. Capisco il monitoraggio da parte del comune ma obbligare i gestori ad aprire la partita iva…Speriamo bene! Ciao

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      1. E’ questo l’assurdo: sembra proprio che agli short lets non chiedano l’apertura della P.IVA! Sono in contatto con l’associazione di Bergamo, quindi appena ci saranno novità, informerò.

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  2. buon giorno, innanzi tutto volevo farle i complimenti per questo blog utile e interessante.
    leggendo i suoi post e i relativi commenti sono rimasta un po’ confusa…in definitiva il termine short lets deve essere associato esclusivamente ad una gestione NON imprenditoriale anche se chi se ne occupa è un imprenditore di professione che ha meno di 3 case nello stesso comune?! e ancora, la locazione deve avere una durata minima di 7 notti?! e in quale legge o regolamento regionale è previsto questo? sperando in una sua cortese risposta, la ringrazio anticipatamente

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    1. buongiorno Giulia,
      grazie per i complimenti 🙂
      preciso che il termine short lets significa “affitti brevi” quindi può essere applicato anche a chi gestisce una struttura di tipo imprenditoriale e dovrebbe identificare una forma di affitto giustamente breve. Circa la durata minima del soggiorno ripeto ancora una volta che dipende dalla regione di appartenenza. In tutte le regioni ci sono leggi che riguardano le strutture ricettive extra-alberghiere a gestione imprenditoriale chiamate case vacanza o alloggi per vacanze, ecc. quindi se lei desidera essere a tutti gli effetti una di queste non deve altro che seguire le regole della sua regione e potrà usufruire della promozione istituzionale, eventuali finanziamenti, ecc.
      Noi ci occupiamo più sovente degli short lets a gestione non imprenditoriale, che potremo definire un’attività occasionale perché è in questo campo che mancano le informazioni. L’attività è perfettamente legale, il riferimento normativo è il codice civile ma spesso non viene considerata dalle leggi una vera a propria struttura ricettiva (in questo caso non abbiamo il soggiorno minimo).
      Se desidera una consulenza ad hoc possiamo fornirla a pagamento oppure potrebbe trovare maggiori informazioni sulle dispense elaborate dalla mia socia Giulia Carosella e da me e di cui si parla in alcuni post.
      Cordialmente Rita

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