B&B, CAV e affitti brevi in Lombardia: un groviglio da districare

Le intenzioni erano buone, con la nuova legge regionale sul turismgroviglioo si volevano semplificare le procedure, modernizzare  l’immagine e la sostanza della ricettività lombarda, anche alla luce dei cambiamenti socio-economici introdotti dalla sharing economy e   regolare di fatto gli affitti turistici brevi, fenomeno letteralmente esploso grazie al portale Airbnb.

L’iter è stato lunghissimo e sofferto,  dalla prima bozza del gennaio 2015, contenente interessanti novità,  si è giunti all’approvazione del provvedimento (LR n. 27 ) solo il 1 ottobre 2015. Con  parecchi  importanti cambiamenti e molte specificità da definire con successivi decreti attuativi.

Questi ultimi avrebbero dovuto essere pubblicati entro 120 giorni  ma hanno visto la luce a maggio 2016.

Possiamo solo immaginare  la confusione e  il  disorientamento degli operatori vecchi e nuovi  di fronte ai  segnali di cambiamento, alla disinformazione e i legittimi dubbi. Dai privati che desiderano gestire un B&B o un appartamento in locazione turistica agli enti locali  tenuti ad  informare, attivare le procedure ed effettuare i controlli.

Ad oggi ci rendiamo conto che è stato fatto un grande sforzo da parte del legislatore per ottenere una legge regionale sul turismo moderna ed efficace ma con molti punti ancora poco chiari e altri considerati da alcuni discriminanti e illegittimi.

Questo è accaduto perché  alcuni soggetti interessati direttamente o indirettamente sono intervenuti per difendere le loro posizioni corporative e ostacolare quelle dei loro “concorrenti” .

Certamente è difficile, anzi impossibile accontentare tutti,  ma in definitiva il provvedimento così com’è si presta a numerose contestazioni ed è, al momento, poco efficace ai fini dell’emersione del cosiddetto abusivismo.

Noi  consulenti poniamo il massimo sforzo per illustrare e spiegare il contenuto di questa legge al fine  di fornire un  aiuto pratico  a coloro che desiderano entrare nel mondo della ricettività non alberghiera, primariamente in Lombardia. Forniamo anche un metodo di lavoro e consigli utili per gestire al meglio il proprio Bed and Breakfast, la propria Casa Vacanze o un appartamento in locazione turistica breve.

Ne parleremo il 18 febbraio prossimo a Milano. Per informazioni e adesioni seguite questi link: https://www.facebook.com/events/405085716491008/

http://www.friendly-home.org/it/corsi

Bed and Breakfast addio!

Dopo quin$_35dici anni dalla sua nascita ufficiale in Italia, il Bed  and Breakfast come lo abbiamo voluto, vissuto e promosso sta per scomparire.

Sembra un paradosso, proprio ora che questo tipo di accoglienza turistica ha raggiunto la sua massima diffusione, che è entrato nel  vissuto quotidiano come concetto e come pratica di vita per tanti di noi, viaggiatori o operatori che con questa formula hanno potuto integrare il proprio reddito familiare,  ampliare il giro delle proprie conoscenze o anche scoprire una inaspettata attitudine per l’accoglienza turistica e farne infine la propria professione.

Tutto ciò è stato possibile perché i legislatori, non senza pressioni arrivate da ogni parte, hanno inizialmente favorito lo sviluppo di questa forma di accoglienza turistica ()molto apprezzata dai viaggiatori di tutto il mondo, con normative e adempimenti semplificati, come  dovrebbero essere per chi offre ospitalità utilizzando  un paio di camere della propria casa e fornendo un servizio di pulizia delle stesse e la colazione, appunto   “in famiglia” .

Ora tutto sta cambiando. E’ vero che in  alcune zone  i B&B fanno concorrenza agli alberghi di categoria bassa – da 1 a 3* – ma è anche vero che questi ultimi non hanno saputo rinnovarsi e adattarsi alle nuove e mutate esigenze del viaggiatore contemporaneo, lasciando campo libero ad altri soggetti più flessibili  e innovativi. I B&B hanno anche consentito a località ricche di attrattive culturali e naturali ma poco frequentate dal turismo (perché non facilmente raggiungibili ma soprattutto  sprovviste  di ricettività tradizionale) di  affermarsi come  destinazioni turistiche.

Poi la diffusione della sharing economy e la  nascita del portale internazionale Airbnb  e similari hanno sparigliato le carte e diffuso una certa mentalità che tutto si possa fare con un semplice clic e soprattutto  “ senza regole”, caratteristica tipica di ordinamenti più aperti del nostro.  Questo ha portato ad una crescita esponenziale dell’offerta  ricettiva da parte di soggetti  privati   ma anche un conseguente abusivismo diffuso. In alcuni casi voluto ma in molti altri frutto della buona fede e della disinformazione. Molti degli host di Airbnb aderiscono con entusiasmo al portale ma non sanno che in Italia per svolgere una qualsiasi attività ricettiva, anche  occasionale, è necessario conformarsi ad una serie di regole, sancite da leggi regionali e nazionali.

Dal punto di vista  dei competitors sul territorio, abusivismo significa concorrenza sleale e mancato guadagno ma  per quanto riguarda gli enti pubblici significa mancanza di controlli sulla qualità dell’offerta, incertezza  dei  reali dati statistici di arrivi e presenze turistiche e soprattutto mancati introiti fiscali a vari livelli.

Da un paio di anni stiamo assistendo ad una nuova tornata di leggi regionali che modificano o riscrivono completamente  normative precedenti con l’aggiunta di  nuovi requisiti, adempimenti e procedure (dettate  spesso da leggi europee e leggi nazionali provenienti da altri ambiti come il commercio, la sicurezza ecc. ) che stanno  via via  trasformando  le attività ricettive a gestione non imprenditoriale in attività professionali vere e proprie. Il Bed and breakfast è una di queste.  Una vera giungla per l’operatore che si sente sempre meno motivato ad aprire questo tipo di attività.

Per esempio il Veneto, da sempre un apripista in materia, già con la legge del 2013 aveva stabilito  che tutta la ricettività regionale doveva avere caratteristiche di imprenditorialità, ad esclusione del Bed and Breakfast;  recentemente questa regione ha pubblicato  una delibera –  n. 498 del 19 aprile 2016 –   che stabilisce che il Bed and Breakfast può essere gestito in modo non imprenditoriale solo nei 559 Comuni con “bassa affluenza turistica” (ribaltando quanto considerato fino ad ora dalle leggi regionali); di conseguenza nei 20 Comuni a maggiore afflusso turistico il Bed and Breakfast deve essere gestito unicamente in maniera imprenditoriale.

In Lombardia la  legge 27/2015 e il  relativo Decreto attuativo in vigore solo dal 9 agosto scorso stanno purtroppo andando in questa direzione, sia per i B&B che per quanto riguarda le locazioni turistiche di case e appartamenti.

Per  approfondire tutti gli aspetti relativi ai B&B e alle Locazioni Brevi non imprenditoriali potete partecipare ai nostri seminari che si terranno prossimamente a Milano, il primo di questi, il più completo avrà luogo  il 24/09  (con  deadline  il 5/09).  Il secondo del 8/10 sarà focalizzato unicamente sulle modifiche della normativa lombarda.

Per informazioni e prenotazioni: http://www.friendly-home.org/it/corsi

http://www.Aries2-consultants.wix.com/aries2#!-la-formazione/c1vft

https://www.facebook.com/events/141075846296906/

Tassa soggiorno in Veneto: maxi controllo

Tremate…Tremate…”abusivi”

Nel seguente articolo la Regione in questione sta per svolgere una vasta azione di controllo sul tutte le strutture ricettive, tra le quali Bed and Breakfast e appartamenti in locazione che, secondo le stime, non pagherebbero la tassa in questione e non registrerebbero le presenze correttamente.

Certo che 2, 5 Euro al giorno per persona non sono poche per chi soggiorna in un B&B…

Forse molti non lo sanno che debbono pagare; per non incorrere in problemi e multe verificate se il vostro Comune di appartenenza richiede questo balzello.

Buona lettura!

http://www.larena.it/stories/Home/1288543_caso_bed__breakfast_caccia_a_evasori_e_abusivi/

Cosa bolle in pentola?

Parliamo ancora una volta di leggi regionali che riguardano il turismo. acqua-con-le-bolle-e-la-schiuma-scintillanti-11985717

In attesa dell’annunciata modifica del Titolo V della Costituizione, quella che dovrebbe riaccentrare alcuni poteri a suo tempo assegnati alle Regioni come il turismo, queste ultime sono in fibrillazione e stanno lavorando per approvare nuove leggi che modifichino le precedenti, come la Toscana, o che reimpostino i’intero comparto turistico come avverrà per la Lombardia, con un piede già nell’Expo.

Poi ci sono le regioni come il Veneto che già nel 2013 aveva promulgato una legge che doveva semplificare e rivoluzionare l’intero  comparto ma che stenta a decollare perchè mancano ancora le disposizioni attuative, i chiarimenti e quant’altro. Senza contare le contestazioni  di alcune categorie coinvolte che si sentono penalizzate, come i dipendenti degli uffici di informazione turistica che dovrebbero essere soppressi.  In molte province del Veneto ad esempio, per l’apertura di un B&B o di un altro tipo si struttura ricettiva non alberghiera,  il riferimento è ancora le legge precedente  perchè sono cambiate le denominazioni e mancano dei parametri..

Ci fa piacere notare che grazie o a causa dei fenomeni come Airbnb e similari, ma soprattutto in seguito ai cambiamenti sociali della sharing economy e del crescente commercio peer to peer  (da privato a privato) le Amministrazioni regionali si stanno interessando alla ricettività alberghiera gestita da privati. Bed and Breakfast, Case e apprtamenti per vacanze in particolare.

Lo scopo non è solo rendere visibile e quantificabile la ricettività a gestione familiare non ancora inquadrata nelle tipologie esistenti, come le case e gli appartametni locati ai turisti per brevi periodi, ma far sì che questi ultimi siano controllabili  per la qualità del servizio offerto ma anche per poterli assoggettare alla Tassa di soggiorno ed altri balzelli che dovessero essere richiesti. In cambio gli enti di promozione del territorio (DMO) offriranno la promozione istituzionale e le agevolazioni di cui possono beneficiare le  strutture ricettive riconosciute.

In Lombardia possiamo anticipare che esiste un progetto di legge che sta per essere approvato definitivamente. Questo    prevede che le strutture ricettive non alberghiere  potranno tutte essere di due tipologie:  a gestione familiare  o imprenditoriale. Non per tutti i tipi di strutture sono chiari i parametri che discriminano l’appartenenza all’una o all’altra gestione. Per i Bed and breakfast, che potranno essere gestiti anche imprenditorialmente, non ci sono particolari problemi di interpretazione mentre per le CAV e gli Affittacamere non tutto è chiaro e attendiamo quindi il testo definitivo della legge,  ormai in dirittura d’arrivo.

In Toscana, dove si sta mettendo mano al Testo unico sul Turismo, la mitica legge n. 42 del 2000, sono insorte le Associazioni di categoria (degli alberghi) che affermano che con questo progetto “si penalizzano le imprese e si favorisce l’abusivismo” . Questo sopratutto perchè nel testo si specifica  quanto segue:

Per le case e appartamenti per vacanze viene prevista la possibilità di offrire servizi accessori, anche in forma centralizzata; in pratica i proprietari che affittano case o camere possono associarsi o dare in gestione ad una impresa il servizio di accoglienza unificato all’esterno e in grado di indirizzare alle strutture che vi fanno riferimento.

seppia1Questo è sicuramente un tentativo di adeguarsi ai tempi e di sanare situazioni praticamente già in essere ma, come al solito, si finisce per scontentare qualcuno.

Il dibattito si anima e prima o poi si arriverà ad una conclusione e magari ad un compromesso ma mi domando, ancora una volta, cosa succederà quando il Ministero del Turismo, emanerà una legge nazionale valida per tutte le regioni?

Sempre che lo faccia…o  che non sia un  altro “Verybello”

Stay tuned.

Finanziamenti agli operatori ricettivi in FVG

Buongiorno a tutti,

La Regione Friuli Venezia Giulia recentemente all’avanguardia nella promozione turistica, e si vede! ha stanziato fondi a favore delle strutture ricettive gestite in forma imprenditoriale come le Case Vacanze.

Ripropongo l’articolo per coloro che fossero interessati.  Buona lettura!

Contributi per il turismo in Friuli

Friuli Venezia Giulia: contributi a fondo perduto alle imprese ricettive. Scadenza domande 17 Dicembre 2014

E’ concesso un contributo a fondo perduto a favore delle imprese turistiche del Friuli Venezia Giulia per l’incremento ed il miglioramento delle strutture ricettive alberghiere, delle strutture ricettive all’aria aperta, delle case ed appartamenti per vacanze

Sono beneficiari le Imprese turistiche con sede legale o unità locale sita nel territorio regionale rientranti nei parametri dimensionali previsti dalla vigente normativa comunitaria e regionale in materia di definizione delle microimprese, piccole e medie imprese (DPReg 463/Pres/2005). Ai sensi dell’articolo 156 della legge regionale 2/2002, possono essere beneficiarie di questi  ,  le imprese turistiche che gestiscono:

  1. a) strutture ricettive alberghiere di cui al Titolo IV, Capo II (art. 64 della legge regionale 2/2002);
  2. b) strutture ricettive all’aria aperta di cui al Titolo IV, Capo III (art. 67 della legge regionale 2/2002);
  3. c) case ed appartamenti per vacanze di cui al Titolo IV, Capo VIII (art. 83 della legge regionale 2/2002).

Per l’ammissibilità a contributo i soggetti richiedenti devono possedere i seguenti requisiti:

  1. a) essere in attività, regolarmente costituiti ed iscritti alla Camera di commercio competente territorialmente;
  2. b) non essere in stato di scioglimento o liquidazione volontaria e non essere sottoposti a procedure concorsuali, quali fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo, amministrazione controllata o straordinaria;
  3. c) non essere destinatari di sanzioni interdittive, ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.

Per l’ammissibilità a contributo, la sede legale o l’unità locale a cui si riferiscono i contributi richiesti deve risultare sita sul territorio regionale ed attiva alla data di presentazione della domanda.

Le domande di ammissione al contributo possono essere inviate entro il 17 dicembre 2014, tramite PEC

Per candidarsi o per ulteriori informazioni visita il sito www.fvg.camcom.it

Fonte: Fisco e Tasse

 

La Puglia si aggiorna. Nuove leggi sul turismo e ricettività.

Le  stavamo proprio aspettando.alberobello-300x225

In una regione bellissima, ad alta vocazione turistica mancava un aggiornamento delle ormai obsolete leggi regionali che disciplinano il comparto turistico.

In particolare segnalo le leggi e  gli articoli più significativi che riguardano le strutture ricettive extralberghiere.

Finalmente un questo testo si indicano in maniera chiara e inequivocabile le caratteristiche e gli adempimenti che riguardano l’apertura  di un  Bed and Breakfast in Puglia.

LEGGE REGIONALE 7 agosto 2013, n. 27 “Disciplina dell’attività ricettiva di Bed and Breakfast (B&B)”

LEGGE REGIONALE 18 febbraio 2014, n. 6
“Modifiche e integrazioni alle leggi regionali 15 novembre 2007, n. 34, 7 agosto 2013, n. 27 e 11 febbraio 1999, n. 11”.

In definitiva per il Bed and Breakfast si divide in due tipologie:

  1. a conduzione familiare;
  2. in forma imprenditoriale.

L’esercizio dell’attività di B&B non comporta cambio di destinazione d’uso dell’immobile. I locali adibiti a B&B devono possedere le caratteristiche strutturali e igienico-sanitarie previste per l’uso abitativo dai regolamenti comunali vigenti, nel pieno rispetto delle prescrizioni normative in materia di edilizia, di urbanistica, di pubblica sicurezza e di somministrazione di cibi e bevande.

Art. 2 – Definizione, caratteristiche e servizi minimi dei Bed and Breakfast a conduzione familiare

  1. Si definisce B&B a conduzione familiare l’attività ricettiva svolta in maniera non continuativa e non imprenditoriale da chi, nella casa in cui abita, fornisce alloggio e prima colazione in non più di tre camere e nove posti letto, avvalendosi della normale organizzazione familiare, ivi compresa l’eventuale presenza di collaboratori domestici al servizio della famiglia, senza la fornitura di servizi aggiuntivi.
  2. L’attività di B&B a conduzione familiare è esercitata in un’unica unità immobiliare da chi vi dimora stabilmente per l’intero periodo in cui dichiara di svolgere attività di accoglienza.
  3. L’attività di B&B a conduzione familiare può essere fornita per un minimo di novanta e un massimo di duecentosettanta giorni l’anno. Con periodi di chiusura non inferiori a quindici giorni consecutivi”.( L.R. 18 febbraio 2014, n. 6).
  4. All’interno dei borghi e dei Comuni con popolazione residente non superiore a diecimila abitanti in base ai dati ufficiali disponibili, all’interno dei centri storici così come delimitati dagli strumenti urbanistici e all’interno dei borghi rurali di cui all’articolo 1 del regolamento regionale 22 marzo 2012, n. 6 (Regolamento attuativo dell’attività ricettiva di albergo diffuso di cui alla legge regionale 24 26826 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia – n. 111 del 09-08-2013 luglio 2001, n. 17 (Istituzione e disposizioni normative dell’attività ricettiva di Bed & Breakfast – affittacamere), l’attività di B&B può essere esercitata anche in unità immobiliari fisicamente distinte, lontane non oltre cento metri misurati nel più breve percorso pedonale possibile, fermo restando l’obbligo di dimora nell’unità abitativa principale e fatti salvi tutti gli altri limiti di cui ai commi 1, 2, 3 e 4.
  5. L’esercizio dell’attività di B&B a conduzione familiare non necessita d’iscrizione nel registro delle  imprese e beneficia delle agevolazioni fiscali previste dalla normativa vigente.

Per altri dettagli rimandiamo al testo integrale della legge stessa.

Art. 3 – Definizione, caratteristiche e servizi minimi dei B&B in forma imprenditoriale

  1. Si definisce “B&B in forma imprenditoriale” l’attività ricettiva svolta in maniera continuativa e professionale da chi, presso il proprio domicilio, fornisce alloggio e prima colazione in non più di sei camere e diciotto posti letto, anche avvalendosi della collaborazione di personale qualificato.  .
  2.  L’attività di B&B in forma imprenditoriale è esercitata in un’unica unità immobiliare, ovvero due unità immobiliari ubicate nello stesso stabile o in due stabili lontani tra loro non oltre cento metri, misurati nel più breve percorso pedonale possibile, fatti salvi i limiti di cui al comma 1.
  3. Per la finalità di cui al comma 1 possono eleggere domicilio il titolare dell’impresa o suo familiare, come definito dall’articolo 230 bis del Codice civile ovvero il socio.
  4. L’esercizio dell’attività di B&B in forma imprenditoriale necessita d’iscrizione nel registro delle imprese e beneficia delle agevolazioni fiscali previste dalla normativa vigente.

Per finire la LR n. 6 del 2014 stabilisce che l’Affittacamere necessita di iscrizione al registro delle imprese.

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La coperta è corta. Le baruffe del turismo.

E tutti si scannano.

Prendo spunto da un articolo “Meglio nessun provvedimento che uno pessimo” 11 settembre 2014,cuorewelcoms

nel quale il presidente della Federalberghi toscana, Paolo Corchia, si lamentava della volontà espressa dai legislatori della sua regione di mettere mano alla legge regionale 42/2000, meglio conosciuta come Testo Unico delle leggi regionali in materia di turismo, con lo scopo di modificarne gli articoli fondamentali che regolano la ricettività turistica.

Il vero tema dell’articolo è, a mio avviso, una lamentela e un ‘invettiva nei confronti di quello che viene definito “abusivismo ricettivo e sleale concorrenza”, responsabili della crisi che da tempo ha colpito le imprese alberghiere in Toscana e (dico io ) in tutto il Paese, aggravando ulteriormente le difficoltà prodotte all’intero settore turistico dalla situazione economica nazionale.

“E’ bene sottolineare, ha detto ancora il presidente regionale degli albergatori toscani, che abbiamo ben chiaro come il mercato della domanda sia mutato, come sia giusto offrire al cliente opportunità diverse di modalità di vacanza, così come sia una battaglia di retroguardia quella di contrastare le nuove forme di ricettività , ma con altrettanta chiarezza è assolutamente non più rinviabile la definizione di regole che obblighino tutti gli attori ad aver eguali diritti ed eguali doveri.” “Non è tollerabile, ha continuato Corchia, che la legislazione regionale penalizzi le imprese alberghiere , ma anche i campeggi , cioè quelle aziende che sono obbligate ad applicare i contratti di lavoro del settore, a rispettare le norme a tutela del cliente in materia di sicurezza, ad applicare le imposte di varia natura come la tassa di soggiorno…”

Però un’analisi di coscienza sull’offerta ricettiva italiana non viene fatta, sul rapporto qualità/prezzo sbilanciato, sulle carenze strutturali e strategiche, sulla qualità dell’accoglienza… tanto per citare alcuni punti e non vado oltre.

E’ vero che l’associazione di categoria non perde l’occasione per lamentarsi senza fare proposte concrete e in linea con i cambiamenti epocali degli ultimi anni. Sono infatti cambiati il modo di  concepire il turismo, anzi i turismi; sono entrati  altri attori  sulla scena come  Internet che ha stravolto le modalità di promozione e di commercializzazione dei prodotti turistici; è cambiata la mentalità dei viaggiatori, soprattutto dei  giovani che hanno priorità ed esigenze diverse e per finire la  terribile crisi economica degli ultimi anni che ci ha messo di fronte alla realtà che il re è nudo e che così non si può continuare.L’Italia è il paese più desiderato al mondo ma non il primo ad essere visitato.

Però non possiamo dar torto agli operatori  che, volendo  operare secodno le  regole, si trovano sommersi da obblighi e incombenze pesantissimi che i “furbetti” eludono anche grazie alle opportunità fornite da alcune leggi, troppe e talvolta in contrasto le une con le altre.

E’ eclatante il caso di alcuni agriturismi che sono in tutto e per tutto degli alberghi di lusso posti in località rurali, ma che usufruiscono di condizioni diverse circa gli obblighi derivanti dall’applicazione delle normative relative alla sicurezza, alla gestione del personale, alle tasse, ecc..

E’ chiaro quindi che, come ripeto da anni, ben diversa è la gestione e i profitti di un hotel a 5 stelle e quella di un albergo a conduzione familiare con 10-15 camere. Questo si avvicina di più ad un affittacamere a un bed and breakfast. Senza contare che la clientela è diversa come lo sarà la relativa offerta di servizi.

E’ un dato di fatto che spesso in Italia il cliente preferisce prenotare un B&B piuttosto che un albergo di 2-3 stelle perchè quest’ultimo non offre gli stessi servizi di base, che non sono il frigobar… ma la connessione internet gratuita!

Il legislatore dovrebbe tener conto di diversi parametri e ripensare a ridefinire tutto il comparto.

A mio avviso, contrariamente a quanto affermato nell’articolo, il concetto dovrebbe essere non di allargare le incombenze ai “più piccoli” ma semplificare la vita a tutti, nel rispetto della legalità.

Sempre nell’articolo si cita il caso dell’Isola d’Elba di di Firenze.

“In parole povere la offerta ricettiva è dimensionata ben al di là della capacità di domanda e quindi la – torta clienti di albergo – è frazionata in una miriade di aziende e non aziende, il che penalizza proprio le imprese che pagano le imposte, applicano i contratti di lavoro e danno occupazione regolare”. “La produzione legislativa del Consiglio della Toscana, afferma il presidente degli albergatori di Firenze, Francesco Bechi, si è distinta, rispetto ad altre regioni anche limitrofe e con maggioranze politiche simili, per una permissività per forme di ricettività non tradizionale, rendendo sempre più labile il confine tra abusivismo e concorrenza sleale legalizzata tra imprese.

In qualche caso, come è avvenuto di recente a Firenze, non si è trovato di meglio che legalizzare l’abusivismo nell’offerta ricettiva, consentendo a chiunque di fare l’albergatore, senza però imporre le regole di sicurezza, sindacali, fiscali cui le imprese alberghiere sono sottoposte.

Su quanto affermato nelle ultime righe ho seri dubbi…visto che chi vuol dare in affitto anche solo un appartamento a Firenze viene considerato una casa vacanze a gestione imprenditoriale.

Certo chi vuole evadere spesso trova il modo ma non bisogna fare di un’erba un fascio. Gli operatori devono avere l’onestà di rapportarsi alla categoria adeguata in base all’entità della loro attività e al loro target di riferimento.

Per esercitare un’attività ricettiva minima, saltuaria e occasionale, le leggi ci sono e sono commisurate alla tipologia ricettiva. Spesso c’è parecchia ignoranza e scarsa volontà di approfondimento ma anche le leggi sono tante e talvolta farraginose…tanto da scoraggiare il soggetto ben intenzionato.

E cosa succederà con l’entrata in vigore della modifica del Titolo V della Costituzione? Sarà finalmente risolto il conflitto tra legislazione regionale (delle varie Regioni) e la normativa nazionale nel turismo?

Ne vedremo delle belle. Ai posteri (speriamo non troppo posteri) l’ardua sentenza!

Nel frattempo vi ricordo che il 4 ottobre prossimo avrà luogo l’ormai consueto appuntamento autunnale con il seminario

Come avviare un Bed & Breakfast o un Appartamento per Affitti Brevi (Short Lets) non imprenditoriali

relatrici: Rita Apollonio e Giulia Carosella

che mette a confronto Bed and Breakfast e Short Lets (Affitti Brevi) in Lombardia per quanto riguarda la legislazione, gli adempimenti vari, la gestione operativa e la promozione, con uno sguardo speciale alle opportunità offerte da Internet e dai social network.

A Milano presso Form Tre S.r.l.

Via Varanini, 29/C
20127 Milano
Tel 02 45486101
Fax 02 45485722
web
www.formtre.it

Per partecipare contattate Pamela Brusati al 02 45486101 o inviando una mail p.brusati@formtre.it

Stay Tuned.