Paride abita in Lombardia

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Sì Paride proprio lui, il mitologico  figlio di Priamo che, con il pomo della discordia, diede origine alla guerra di Troia.

Mi è venuto in mente  perché, dovendo fornire una consulenza sull’avvio di una locazione turistica breve in Lombardia,   mi sono sentita nella condizione di dover scegliere e consigliare una delle tre strade percorribili, sempre  in termini di legge. Ma quale delle tre è la migliore? Quale la più idonea ad essere percorsa dallo specifico cliente?

Qualsiasi direzione  avessi scelto, avrei dovuto spiegare che optando  a caso una delle soluzioni percorribili,  tutte legittime,  avrei comunque scontentato qualcuno, se non scatenato una guerra (il termine è un po’ forte ma gli animi sono ormai esacerbati).

Vengo a chiarire per i non addetti ai lavori.

In Lombardia prima della LR 27/2015 chi desiderava proporre una casa o un appartamento come locazione turistica breve (entro i 30 gg,) poteva farlo tranquillamente, senza essere un’impresa, con i pochi adempimenti richiesti: contratto scritto ma non registrato e segnalazione ospiti straneri (non EU) alla Questura entro le 48 ore. Riferimento legislativo: il Codice Civile, la  Legge  431/98 e l’at. 53 del Codice del Turismo.  Punto.  Siamo andati avanti per anni e ne abbiamo parlato su questo blog.

E’ chiaro che non si tratta di un ‘attività commerciale, un appartamento in  locazione non è una struttura ricettiva ma è la libera gestione di un bene proprio.

Da qualche anno era arrivata la crisi economica e dall’America nel 2008 approda in Italia Airbnb,  e come un elefante in una cristalleria,  ha sballato il mercato, trasformando in pochi anni un fenomeno di nicchia in un vero fenomeno di massa. Alzata di scudi da parte dell’industria alberghiera e allarme contro l’abusivismo imperante, portato dalla sharing economy.

Ma torniamo alla LR. 27/2015. I legislatori regionali per inquadrare questo fenomeno dilagante tirano fuori dal cilindro una nuova tipologia  ricettiva:  la  CAV (casa o appartamento per vacanze) a gestione non imprenditoriale,  con determinate caratteristiche e specifici adempimenti, non molto dissimili  da  quelli del Bed and Breakfast (anch’esso diventato sempre più  oberato da questi ultimi).

La Regione furbescamente non ha inserito le locazioni turistiche brevi nelle strutture ricettive, in effetti non può  perché, come abbiamo visto, le locazioni sono disciplinate dal CC, legge fondamentale dello Stato, “superiore” e prevalente sulle  leggi regionali. Come sappiamo le regioni possono legiferare in materia di turismo ma non possono intervenire sulle norme nazionali del  CC.

A questo punto nel famigerato articolo 38 si dice che gli adempimenti necessari all’apertura di una CAV non imprenditoriale, quindi gestita da privati,  devono essere applicati anche alle locazioni brevi di cui sopra. Poi il tutto è stato  specificato meglio con l’istituzione della Dichiarazione di Attività per le CAV non imprenditoriali,  l’equivalente della SCIA ma meno complessa, da presentare agli stessi uffici e con le stesse modalità, anche per le locazioni!  Peccato che su questa dichiarazione non ci sia il modo di distinguere le due tipologie.  Anche perchè la Questura di Milano e tutte le altre della Lombardia, obbligano tutte le strutture ricettive e non solo ad aderire al portale Alloggiatiweb, per la segnalazione degli ospiti entro le 24 ore.

Per ottenere le credenziali di accesso al portale è necessario un codice rilasciato con la  Dichiarazione di Attività,  presentata allo Sportello Unico,  che non distingue appunto le CAV non imprenditoriali dalle locazioni.

Ergo chi offre locazioni brevi praticamente è  considerato una  CAV.  Pratica palesemente illegale ma la Regione, attraverso gli enti periferici (Comuni e ASL) inizia anche a inviare controlli e comminare multe.

La storia continua con la L.R. del 25/01/2018, n. 7 che istituisce  codice CIR per tutte le strutture ricettive  e le locazioni , non specificando ancora una volta che CAV e Locazioni sono due cose diverse. Un bel pasticcio! Come comportarsi allora?

Torniamo quindi al nostro Paride, che deve scegliere tra le tre strade:

  • Quella dei duri e puri, alla “Saverio Panzica”, che dalla sua dorata Sicilia asserisce che non bisogna cedere e far valere la legge nazionale che pur esiste, il CC,  che non prevede altri  adempimenti se non la “cessione di fabbricato” entro le 48 ore per i soli ospiti stranieri; nessun altro adempimento dettato da normative regionali. Se arrivano le multe basta opporsi…
  • Quella dei duri coscienziosi, come l’Associazione  Pro.loca.tur, che pur proclamando  il diritto sacrosanto alla difesa dei propri  interessi e della gestione del proprio patrimonio immobiliare, è disponibile alla creazione di un registro regionale  delle locazioni brevi e all’utilizzo del portale Alloggiatweb con i distinguo del caso (un codice specifico per le locazioni); modifica dell’articolo 38 della LR 27/2015 . Al momento  l’associazione  e alcuni  proprietari seguono i dettami  della legge regionale ma, nello stesso tempo stanno portando avanti denunce e ricorsi presso l’autorità Giudiziaria nei confronti della Regione Lombardia. Temo che però ci vorrà tempo prima di avere una risoluzione del caso, considerando le lungaggini del nostro sistema giudiziario.
  • La terza via, è per chi non vuole avere problemi e lungaggini, disponendo  solo di una  o due strutture  da offrire. Al momento  la soluzione è quella di aprire l’attività come  CAV diventando di fatto una struttura ricettiva, ottemperando agli obblighi previsti  e in futuro si vedrà.  In questo modo potrà  iniziare immediatamente,  capire se e come  funziona, se ne vale la pena ecc. Inoltre come struttura ricettiva potrà beneficiare di aiuti da parte della  Regione e della promozione istituzionale. Però non è la stessa cosa perché ci sono altre implicazioni di carattere fiscale e penale,  che non voglio approfondire in questa sede.

Come si può capire, tutte le tre soluzioni sono legittime e percorribili ma presentano  ciascuna vantaggi e  svantaggi e soprattutto disparità di trattamento. Hanno ragione tutti perché è vero che la legge (il Codice Civile) è chiara e può essere applicata tranquillamente ma quando è stata concepita il fenomeno delle locazioni turistiche brevi non era così vasto,  i cambiamenti intervenuti nella nostra società e  nel turismo non si potevano neppure immaginare e che oggi, con la crisi economica e i problemi politici internazionali la componente sicurezza è estremamente importante.

Ecco perché  il nostro Paride è così attuale,  con  il suo bel pomo della discordia da lanciare.

Vista la situazione e la complessità del problema,  non mi stupisce che molti  abbiano pensato di percorrere una quarta via, quella dell’abusivismo.

Ci auguriamo che la Regione Lombardia, più volte messa di fronte alla situazione, per risolvere il problema reagisca  adeguando la normativa, visto che nel frattempo il Governo uscente ha impugnato (finalmente) la legge 27/2015. La reazione è stata una vivace protesta (soprattutto di natura politica) da parte dei detrattori delle locazioni brevi, delle associazioni di categoria del comparto alberghiero, in generale di quelli che, un giorno sì e l’altro pure, accusano le strutture extralberghiere di abusivismo, senza distinguere  tra le  varie tipologie (che spesso vengono confuse) e tra quelli che lavorano in regola e quelli che non lo fanno.

Ai posteri, spero vicini,  l’ardua sentenza.

 

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LAKE MAGGIORE HIGHLIGHTS – From north to south on the Lombardy Coast

LUINO AND ITS BROTHERSLagoMaggiore-600x400

In ancient Celtic language “ver” means large and “benn” means container. Precisely the meaning of the name Verbano or Lake Maggiore is a large container of water (with more than 200 square kilometres of surface area between Italy and Switzerland) the largest lake in Italy after Garda Lake. The northern part, which correspond to the least inhabited part of the province of Varese, is dominated by Luino, a town where several valleys meet, descending sharply from the bordering peaks above 1600 metres until they sink into the fresh water of the lake. Tourists visit the nearby refurbished lakeside, the fifteenth century church of Carmine which stands by the lake and reflects the sunset on the water, the ancient weekly market held on Wednesdays that people make the trip to visit from even as far as Germany from spring to autumn. Luino and the lake inspired Piero Chiara’s novels and the movies based on. A real urban jewel, envied for the geographical position that protects it from the northerly winds (even olive and lemon trees grow here), is Maccagno, even further north, that lies in Val Veddasca. A contemporary art museum lies on the Giona river.

THAT COAST OF MAGGIORE LAKE

Signs of Franz Josef’s military presence still survive in Laveno, even incorporated into private houses. Ferries for Verbania leave from here, as do the ones for Santa Caterina del Sasso, a symbol of the provinces’ tourism in summertime. It is a collection of buildings belonging to the Low Middle Ages, built over on the lake (and right under the rocky cliff), around the body of the blessed Alberto Besozzi, a greedy merchant who vowed to change his life if he was saved from a storm that bit his ship. His hermitage was created thanks to that “miracle”. It is now the most visited monument in Varesotto together with the Santa Maria del Monte Sanctuary above Varese. Further south, we meet Ranco with its small harbour, Angera with its famous medieval castle open to the public, Sesto Calende where the lake become narrow and takes on the form of a river, the Ticino. An orderly line of popular tourist resorts, along with glimpses of beautiful landscapes, where the blue water and the sky mix with the green meadows, woods and terraces where man once again – like he did in the not too distant past – is cultivating vines to produce the providence of Varese’s first DOC vine.

But Lago Maggiore and Varese area is much more…stay tuned!

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