Incanti e disincanti

Ciao,
in questo blog semi-serio vi parlerò di questo paese, sotto vari aspetti poco conosciuto.
Dal mio nido d’aquila vallesano descriverò quello che vedo, che immagino e che so. In particolare vi parlerò della natura, degli abitanti, della storia, di curiosità turistiche, arte, sport e sfaterò o confermerò i principali luoghi comuni.
Starà a voi capire quando sitratta di incanti e quando al contrario di disincanti.
Sarò la vostra guida e il vostro infiltrato. Sono al servizio <em>di suamaestà</em> cioè al vostro servizio!
Intanto le mie coordinate geografiche: mi trovo a 1090 m. s.l.m. sulla riva gauche (sinistra) della Valle del Rodano, come su un balcone prospicente l’antica città di Sion.
Il Vallese è un Cantone che confina con l’Italia, vi si accede principalmente dal Passo del Gran San Bernardo in Valle d’Aosta e dal Passo del Sempione, dopo Domodossola, la via più diretta da Milano. Poi  sono innumerevoli i valichi che si possono percorrere a piedi, quelli usati da sempre dai mercanti e dai contrabbandieri tra i ghiacciai alpini.
Il Vallese condivide con l’Italia le alte cime del Cervino qui chiamato Matterhorn o Cervin (utilizzato ora nel marchio di Valais Tourisme),  del Monte Rosa e del Grand Combin.
Dal punto di vista culturale il cantone è bilingue, diviso in due presso la città di Sierre; qui passa la linea di demarcazione ideale e fisica tra l’alto Vallese, germanofono, a est e il Vallese Centrale e Basso, francofono, a sud. Le due comunità diciamo che si sopportano ma di fatto non c’è vera integrazione.
Incredbile ma vero, nelle scuole delle due parti non è ancora obbligatorio lo studio della lingua dell’altro semi cantone…
Solo chi si occupa di turismo bene o male usa l’altra lingua e l’inglese. L’italiano non è utilizzato nella comunicazione turistica ufficiale, il target non interessa ai boss delle istituzioni turistiche, peccato! Nonostante a Crans Montana ci sia installata da tempo una colonia di ricchi Milanesi proprietari di lussuose case di vacanza.
I francofoni non amano parlare altre lingue ma l’italiano è largmente compreso e un po’ parlato, grazie all’appeal dell’Italia come meta turistica conosciuta, (ancora per poco temo!)  alla cucina e alla “simpatia” in genere dell’italica stirpe 🙂  ma anche, soprattutto, in seguito alla massiccia immigrazione avvenuta nei decenni passati. Attualmente ci sono in Vallese circa 20000 italiani, di prima, seconda e terza generazione. Molte famiglie locali hanno cognomi italiani (mantenuti tali o francesizzati) e parenti provenienti  da tutte le regioni della nostra penisola, moltissimi dalla provincia di Lecce.
Non ho speficato che in Alto Vallese e nella Svizzera germanofona si parlano soprattutto gli<em> Swiz Deutch</em>, una serie di dialetti poco comprensibili anche a  chi parla il buon tedesco. Poi ci sono i vari <em>patois</em>, dialetti franco provenzali parlati nelle vallate al confine con l’Italia e la Francia, quasi uguali nei due versanti. Ci sono frequenti eventi e scambi culturali dalle due parti. Una volta mi hanno detto che i Vallesani sono Italiani paracadutati dalla parte sbagliata (dalla cicogna forse!).
Per oggi passo e chiudo!