Bed and Breakfast addio!

Dopo quin$_35dici anni dalla sua nascita ufficiale in Italia, il Bed  and Breakfast come lo abbiamo voluto, vissuto e promosso sta per scomparire.

Sembra un paradosso, proprio ora che questo tipo di accoglienza turistica ha raggiunto la sua massima diffusione, che è entrato nel  vissuto quotidiano come concetto e come pratica di vita per tanti di noi, viaggiatori o operatori che con questa formula hanno potuto integrare il proprio reddito familiare,  ampliare il giro delle proprie conoscenze o anche scoprire una inaspettata attitudine per l’accoglienza turistica e farne infine la propria professione.

Tutto ciò è stato possibile perché i legislatori, non senza pressioni arrivate da ogni parte, hanno inizialmente favorito lo sviluppo di questa forma di accoglienza turistica ()molto apprezzata dai viaggiatori di tutto il mondo, con normative e adempimenti semplificati, come  dovrebbero essere per chi offre ospitalità utilizzando  un paio di camere della propria casa e fornendo un servizio di pulizia delle stesse e la colazione, appunto   “in famiglia” .

Ora tutto sta cambiando. E’ vero che in  alcune zone  i B&B fanno concorrenza agli alberghi di categoria bassa – da 1 a 3* – ma è anche vero che questi ultimi non hanno saputo rinnovarsi e adattarsi alle nuove e mutate esigenze del viaggiatore contemporaneo, lasciando campo libero ad altri soggetti più flessibili  e innovativi. I B&B hanno anche consentito a località ricche di attrattive culturali e naturali ma poco frequentate dal turismo (perché non facilmente raggiungibili ma soprattutto  sprovviste  di ricettività tradizionale) di  affermarsi come  destinazioni turistiche.

Poi la diffusione della sharing economy e la  nascita del portale internazionale Airbnb  e similari hanno sparigliato le carte e diffuso una certa mentalità che tutto si possa fare con un semplice clic e soprattutto  “ senza regole”, caratteristica tipica di ordinamenti più aperti del nostro.  Questo ha portato ad una crescita esponenziale dell’offerta  ricettiva da parte di soggetti  privati   ma anche un conseguente abusivismo diffuso. In alcuni casi voluto ma in molti altri frutto della buona fede e della disinformazione. Molti degli host di Airbnb aderiscono con entusiasmo al portale ma non sanno che in Italia per svolgere una qualsiasi attività ricettiva, anche  occasionale, è necessario conformarsi ad una serie di regole, sancite da leggi regionali e nazionali.

Dal punto di vista  dei competitors sul territorio, abusivismo significa concorrenza sleale e mancato guadagno ma  per quanto riguarda gli enti pubblici significa mancanza di controlli sulla qualità dell’offerta, incertezza  dei  reali dati statistici di arrivi e presenze turistiche e soprattutto mancati introiti fiscali a vari livelli.

Da un paio di anni stiamo assistendo ad una nuova tornata di leggi regionali che modificano o riscrivono completamente  normative precedenti con l’aggiunta di  nuovi requisiti, adempimenti e procedure (dettate  spesso da leggi europee e leggi nazionali provenienti da altri ambiti come il commercio, la sicurezza ecc. ) che stanno  via via  trasformando  le attività ricettive a gestione non imprenditoriale in attività professionali vere e proprie. Il Bed and breakfast è una di queste.  Una vera giungla per l’operatore che si sente sempre meno motivato ad aprire questo tipo di attività.

Per esempio il Veneto, da sempre un apripista in materia, già con la legge del 2013 aveva stabilito  che tutta la ricettività regionale doveva avere caratteristiche di imprenditorialità, ad esclusione del Bed and Breakfast;  recentemente questa regione ha pubblicato  una delibera –  n. 498 del 19 aprile 2016 –   che stabilisce che il Bed and Breakfast può essere gestito in modo non imprenditoriale solo nei 559 Comuni con “bassa affluenza turistica” (ribaltando quanto considerato fino ad ora dalle leggi regionali); di conseguenza nei 20 Comuni a maggiore afflusso turistico il Bed and Breakfast deve essere gestito unicamente in maniera imprenditoriale.

In Lombardia la  legge 27/2015 e il  relativo Decreto attuativo in vigore solo dal 9 agosto scorso stanno purtroppo andando in questa direzione, sia per i B&B che per quanto riguarda le locazioni turistiche di case e appartamenti.

Per  approfondire tutti gli aspetti relativi ai B&B e alle Locazioni Brevi non imprenditoriali potete partecipare ai nostri seminari che si terranno prossimamente a Milano, il primo di questi, il più completo avrà luogo  il 24/09  (con  deadline  il 5/09).  Il secondo del 8/10 sarà focalizzato unicamente sulle modifiche della normativa lombarda.

Per informazioni e prenotazioni: http://www.friendly-home.org/it/corsi

http://www.Aries2-consultants.wix.com/aries2#!-la-formazione/c1vft

https://www.facebook.com/events/141075846296906/

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Tassa soggiorno in Veneto: maxi controllo

Tremate…Tremate…”abusivi”

Nel seguente articolo la Regione in questione sta per svolgere una vasta azione di controllo sul tutte le strutture ricettive, tra le quali Bed and Breakfast e appartamenti in locazione che, secondo le stime, non pagherebbero la tassa in questione e non registrerebbero le presenze correttamente.

Certo che 2, 5 Euro al giorno per persona non sono poche per chi soggiorna in un B&B…

Forse molti non lo sanno che debbono pagare; per non incorrere in problemi e multe verificate se il vostro Comune di appartenenza richiede questo balzello.

Buona lettura!

http://www.larena.it/stories/Home/1288543_caso_bed__breakfast_caccia_a_evasori_e_abusivi/