LAKE MAGGIORE HIGHLIGHTS – From north to south on the Lombardy Coast

LUINO AND ITS BROTHERSLagoMaggiore-600x400

In ancient Celtic language “ver” means large and “benn” means container. Precisely the meaning of the name Verbano or Lake Maggiore is a large container of water (with more than 200 square kilometres of surface area between Italy and Switzerland) the largest lake in Italy after Garda Lake. The northern part, which correspond to the least inhabited part of the province of Varese, is dominated by Luino, a town where several valleys meet, descending sharply from the bordering peaks above 1600 metres until they sink into the fresh water of the lake. Tourists visit the nearby refurbished lakeside, the fifteenth century church of Carmine which stands by the lake and reflects the sunset on the water, the ancient weekly market held on Wednesdays that people make the trip to visit from even as far as Germany from spring to autumn. Luino and the lake inspired Piero Chiara’s novels and the movies based on. A real urban jewel, envied for the geographical position that protects it from the northerly winds (even olive and lemon trees grow here), is Maccagno, even further north, that lies in Val Veddasca. A contemporary art museum lies on the Giona river.

THAT COAST OF MAGGIORE LAKE

Signs of Franz Josef’s military presence still survive in Laveno, even incorporated into private houses. Ferries for Verbania leave from here, as do the ones for Santa Caterina del Sasso, a symbol of the provinces’ tourism in summertime. It is a collection of buildings belonging to the Low Middle Ages, built over on the lake (and right under the rocky cliff), around the body of the blessed Alberto Besozzi, a greedy merchant who vowed to change his life if he was saved from a storm that bit his ship. His hermitage was created thanks to that “miracle”. It is now the most visited monument in Varesotto together with the Santa Maria del Monte Sanctuary above Varese. Further south, we meet Ranco with its small harbour, Angera with its famous medieval castle open to the public, Sesto Calende where the lake become narrow and takes on the form of a river, the Ticino. An orderly line of popular tourist resorts, along with glimpses of beautiful landscapes, where the blue water and the sky mix with the green meadows, woods and terraces where man once again – like he did in the not too distant past – is cultivating vines to produce the providence of Varese’s first DOC vine.

But Lago Maggiore and Varese area is much more…stay tuned!

If you are a professional travel agent please contact us or visit our website: www.aries2-cosultants.it/dmc VA-LEGGIUNO_Eremo-di-S_Caterina-del-Sasso-Ballaro

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La Lombardia ha una nuova legge sul turismo

Dopo lunga e difficoltosa gestazione ha visto la luce la legge regionale n. 27 del 1 ottobre 2015. E’ stata pubblicata sul BURL in data 2 ottobre ed entrerà in vigore dopo 15 giorni. Sostituisce il Testo Unico del 2007 che conteneva norme risalenti agli anni ’80.

La riforma punta innanzitutto  su un approccio integrato al tema dell’attrattività del territorio: un concetto ampio e trasversale che comprende non solo il turismo, ma anche altri ambiti dell’economia come il commercio, i servizi, la cultura, l’artigianato, ecc.  

Si parla infatti di valorizzazione turistica possibile, superando l’eccessiva frammentazione tra gli operatori e le istituzioni; del partenariato pubblico-privato che favorisce le reti di imprese, i consorzi e tutte quelle forme di aggregazione degli operatori  che potranno lavorare su progetti condivisi e mirati.

Quindi nuova disciplina sui servizi di informazione turistica e sulle professioni turistiche.

Per quanto riguarda le strutture ricettive ci sono diverse novità nell’ambito della ricettività non alberghiera: bed and breakfast e affitti turistici.

Se  volete saperne di più potete ancora iscrivervi al nostro seminario del 24 ottobre prossimo che si terrà a Milano.

Per informazioni e iscrizioni: Pamela Brusati  (solo fino al 9 ottobre)

Form Tre S.r.l.

Via Valtellina, 63

20159  Milano

Tel 02 45486101

Fax 02 45485722

web www.formtre.it

Lazio: novità per le strutture ricettive extralberghiere

In previsione del Giubileo ecco alcune novità che riguardano Bed and Breakfast e appartamenti privati, anche qui lotta all’abusivismo:

http://www.regione.lazio.it/rl_main/?vw=newsdettaglio&id=2995

Tassa soggiorno in Veneto: maxi controllo

Tremate…Tremate…”abusivi”

Nel seguente articolo la Regione in questione sta per svolgere una vasta azione di controllo sul tutte le strutture ricettive, tra le quali Bed and Breakfast e appartamenti in locazione che, secondo le stime, non pagherebbero la tassa in questione e non registrerebbero le presenze correttamente.

Certo che 2, 5 Euro al giorno per persona non sono poche per chi soggiorna in un B&B…

Forse molti non lo sanno che debbono pagare; per non incorrere in problemi e multe verificate se il vostro Comune di appartenenza richiede questo balzello.

Buona lettura!

http://www.larena.it/stories/Home/1288543_caso_bed__breakfast_caccia_a_evasori_e_abusivi/

Giò Ponti ci ha ispirato

IW_Gio-Ponti_Il-trionfo-delle-amazzoni_081Ripropongo qui sotto il post che avevo scritto lo scorso gennaio per il nuovo sito di Aries2  www.aries2-consultants.it

Benvenuti!

Inauguriamo oggi il blog del nostro sito dedicando  il primo post ad un personaggio molto interessante che ha ispirato le immagini di questo nuovo sito.

Giovanni Ponti, detto Giò  (Milano, 18 novembre 1891 – Milano, 16 settembre 1979), è stato un architetto, designer e saggista italiano, tra i maggiori del XX secolo.

Gio (Giovanni) Ponti nacque a Milano nel 1891, e si laureò in architettura al Politecnico di Milano nel 1921, dopo aver interrotto gli studi a seguito della sua partecipazione alla prima guerra mondiale.

Inizialmente aprì lo studio assieme all’architetto Emilio Lancia (1926-1933), per poi passare alla collaborazione con gli ingegneri Gioacchino Luigi Mellucci (1927), Antonio Fornaroli ed Eugenio Soncini (1933-1945).

E’ stato un grande che ha percorso in cinquant’anni di carriera tappe significative nell’architettura, nel design, nell’arte. Il suo talento si esprime dovunque e in ogni singola creazione.

I mobili e gli oggetti da lui creati sono ormai dei classici sempre attuali.

Gio Ponti è appunto  un designer universale, ha disegnato moltissimi oggetti nei più svariati campi, dalle scenografie teatrali, alle lampade, alle sedie, agli oggetti da cucina, agli interni di famosi transatlantici.

Inizialmente nelle ceramiche il suo disegno riflette la Secessione viennese e sostiene che decorazione tradizionale e l’arte moderna non sono incompatibili.

Nel 1950 Ponti comincia ad impegnarsi nella progettazione di “pareti attrezzate” ovvero intere pareti prefabbricate che permettevano di soddisfare diversi bisogni, integrando in un unico sistema apparecchi ed attrezzature fino ad allora autonome. Ricordiamo Ponti anche per il progetto della seduta “Superleggera” del 1955 (prod. Cassina) realizzata partendo da un oggetto già esistente e di solito prodotto artigianalmente: la Sedia di Chiavari, migliorato in materiali e prestazioni.

Nonostante questo Ponti realizzerà nella città universitaria di Roma nel 1934 la Scuola di Matematica una delle prime opere del Razionalismo italiano e nel 1936 il primo degli edifici per uffici della Montecatini a Milano. Quest’ultimo, a caratteri fortemente personali, risente nei particolari architettonici, di ricercata eleganza, della vocazione di designer del progettista.

Negli anni cinquanta, lo stile di Ponti si fa più innovativo e, pur rimanendo classicheggiante nel secondo palazzo ad uffici della Montecatini (1951), si esprime pienamente nel suo edificio più significativo: il Grattacielo Pirelli (1955-1958). L’opera è costruita intorno ad una struttura centrale progettata da Nervi ed è il grattacielo in calcestruzzo armato più alto del mondo (127,10 m). L’edificio appare come una slanciata ed armoniosa lastra di cristallo, che taglia lo spazio architettonico del cielo, disegnata su un equilibrato curtain wall ed i cui lati lunghi si restringono in quasi due linee verticali. Quest’opera anche con il suo carattere di “eccellenza” appartiene a buon diritto ad una delle maggiori del Movimento Moderno in Italia.

Tra le curiosità segnaliamo che Gio Ponti e in particolare il suo testo “Amate l’architettura” pubblicato nel 1957 hanno ispirato una trasmissione radiofonica sull’architettura dal titolo “AmatelA” (in riferimento proprio al testo pontiano), in onda su Radio Prima Rete dall’ottobre 2010 e curata da un gruppo di giovani architetti (e non) campani, che affronta tematiche relative all’impatto che l’architettura ha sul territorio. Ogni puntata ospita una lettura tratta dal libro effettuata da attori, studenti, bambini e cittadini in genere al fine di diffondere i pensieri e le considerazioni dell’architetto milanese.

Domus è una rivista di architettura e design, fondata dall’architetto Gio Ponti e dal padre barnabita Giovanni Semeria nel 1928. Edita da Editoriale Domus ha cadenza mensile, 11 numeri all’anno.

Nata come organo divulgativo legato allo stile nella conduzione della casa e dell’arredamento, la rivista ha acquistato nel tempo, attraverso le varie direzioni, sfumature diverse verso l’architettura, le arti applicate, il disegno industriale, l’arte, l’urbanistica, la grafica editoriale e pubblicitaria, la comunicazione digitale, sempre in un’ottica internazionale.

Per abbellire il nostro sito abbiamo scelto principalmente molte immagini  della sua immensa produzione ceramica: vasi, ciotole, piastrelle e pannelli di rivestimento  finemente decorati con splendide immagini di figure mitologice come le Amazzoni o gli Efebi,  o  scene campesti dai colori blillanti e raffinati.

Ci auguriamo vi piacciano come sono piaciute a noi.

Ricordando la Grande Guerra: La Linea Cadorna

Non tutti sanno che sulle montagne lombarde e piemonCadorna_Luigitesi in prossimità del confine svizzero si trova una linea di fortificazione molto articolata, visitabile e suddivisa in ben 9 itinerari e due centri di documentazione,  per non dimenticare o solo per godere di piacevoli passeggiate e scoprire queste valli verdeggianti.

LINEA CADORNA è la denominazione ufficiale con la quale oggi si identifica il sistema di fortificazioni costruito lungo il confine italo-svizzero tra l’estate del 1915 e la primavera del 1918, durante il primo conflitto mondiale, nel momento in cui si ebbe timore che, penetrando dai valichi alpini delle Alpi centrali svizzere, le truppe austro-tedesche potessero in breve tempo raggiungere ed occupare i centri nevralgici industriali ed economici del nostro paese.
La costruzione di questa linea, detta “Linea di difesa alla frontiera nord”, fu il compendio di quasi cinquant’anni di studi, progettazioni, ricognizioni, indagini geomorfologiche, pianificazioni strategiche, ricerche tecnologiche.
Con l’attenuarsi dei rapporti di alleanza con Germania ed Austria e l’esplicarsi delle non più tanto celate simpatie germanofile dei superiori apparati militari svizzeri, il governo italiano si trovò a prendere in considerazione la possibilità di una probabile infiltrazione nemica attraverso il confine con la Svizzera.
A partire dal 1911 furono costruiti lo sbarramento di Gravellona Toce (fortificazioni sul Monte Orfano a difesa degli accessi dalla Val d’Ossola e dal Lago Maggiore) e gli appostamenti per artiglieria sui monti Piambello, Scerré, Martica, Campo dei Fiori, Gino e Sighignola.
Nel frattempo anche la Svizzera intensificò i lavori di fortificazione verso l’Italia, realizzando opere di sbarramento a Gordola, Magadino, Monte Ceneri e sui monti di Medeglia.
Lo scoppio della guerra, 23 luglio 1914, e gli avvenimenti successivi tra cui l’invasione del Belgio neutrale e i cambi di alleanze tra le varie potenze europee, accentuarono i dubbi sulla volontà del Governo elvetico di far rispettare la neutralità del proprio territorio.
Con l’entrata in guerra dell’Italia contro l’Austria il 24 maggio 1915 e con la prospettata dichiarazione di belligeranza contro la Germania, il generale Luigi Cadorna, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito dal luglio del 1914, ritenendo fondato il timore di una possibile invasione austro-tedesca, ordinò di avviare i lavori difensivi versa la frontiera svizzera, rendendo esecutivo il progetto di difesa già predisposto.

La spesa complessiva sostenuta, tenuto conto dei 15-20000 operai che in media vi furono adibiti, può calcolarsi in circa 104 milioni.”
Con la fine della guerra le fortificazioni verranno dismesse.
In anni successivi parte di queste strutture saranno riutilizzate per le esercitazioni militari e tutte quante inserite poi, negli anni trenta, nel progetto del Vallo Alpino, una immane linea difensiva che avrebbe dovuto rendere inviolabili i 1851 chilometri di confine dello Stato italiano, ma che, in realtà, non giunse mai a compimento.
Anche nel secondo conflitto mondiale la Linea Cadorna non fu mai interessata dalle operazioni belliche, esclusi due tratti, il Monte San Martino (VA) e l’Ossola (VB) e che per breve tempo, 19 settembre-15 novembre 1943 per il San Martino e 12- 21 ottobre 1944 per l’Ossola, furono utilizzati come basi partigiane del Gruppo “Cinque Giornate” agli ordini del ten. col. Carlo Croce e dei partigiani della “Repubblica dell’Ossola”.
Con il 4 aprile 1949 le fortificazioni italiane, non smantellate dal Trattato di pace del febbraio 1947, entrarono a far parte del Patto Atlantico istituito per fronteggiare il blocco sovietico, un piano che vedrà sminuita la sua importanza con la caduta del muro di Berlino, 9 novembre 1989, data con cui si può ritenere conclusa la storia della fortificazione italiana.

La primavera è sicuramente il periodo più adatto alla visita per la maggior parte degli itinerari, la vegetazione non si è fatta ancora invadente; in autunno se da una parte la caduta delle foglie facilita l’individuazione dei manufatti all’interno dei boschi dall’altra si possono trovare fastidiosi accumuli di fogliame all’interno dei camminamenti che possono mascherare insidiosi buchi. In inverno le giornate corte e il pericolo del ghiaccio sui sentieri consigliano di prestare particolare attenzione a queste escursioni; per quanto riguarda l’estate la vegetazione rigogliosa può ostacolare la visita ad alcuni manufatti.

Viinvitiamo a visitare i centri di documentazione di Cassano Valcuvia e Marzio e consultare il sito:

http://www1.provincia.va.it/lineacadornavarese/it/itinerari.htm