Lazio: novità per le strutture ricettive extralberghiere

In previsione del Giubileo ecco alcune novità che riguardano Bed and Breakfast e appartamenti privati, anche qui lotta all’abusivismo:

http://www.regione.lazio.it/rl_main/?vw=newsdettaglio&id=2995

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Tassa soggiorno in Veneto: maxi controllo

Tremate…Tremate…”abusivi”

Nel seguente articolo la Regione in questione sta per svolgere una vasta azione di controllo sul tutte le strutture ricettive, tra le quali Bed and Breakfast e appartamenti in locazione che, secondo le stime, non pagherebbero la tassa in questione e non registrerebbero le presenze correttamente.

Certo che 2, 5 Euro al giorno per persona non sono poche per chi soggiorna in un B&B…

Forse molti non lo sanno che debbono pagare; per non incorrere in problemi e multe verificate se il vostro Comune di appartenenza richiede questo balzello.

Buona lettura!

http://www.larena.it/stories/Home/1288543_caso_bed__breakfast_caccia_a_evasori_e_abusivi/

Giò Ponti ci ha ispirato

IW_Gio-Ponti_Il-trionfo-delle-amazzoni_081Ripropongo qui sotto il post che avevo scritto lo scorso gennaio per il nuovo sito di Aries2  www.aries2-consultants.it

Benvenuti!

Inauguriamo oggi il blog del nostro sito dedicando  il primo post ad un personaggio molto interessante che ha ispirato le immagini di questo nuovo sito.

Giovanni Ponti, detto Giò  (Milano, 18 novembre 1891 – Milano, 16 settembre 1979), è stato un architetto, designer e saggista italiano, tra i maggiori del XX secolo.

Gio (Giovanni) Ponti nacque a Milano nel 1891, e si laureò in architettura al Politecnico di Milano nel 1921, dopo aver interrotto gli studi a seguito della sua partecipazione alla prima guerra mondiale.

Inizialmente aprì lo studio assieme all’architetto Emilio Lancia (1926-1933), per poi passare alla collaborazione con gli ingegneri Gioacchino Luigi Mellucci (1927), Antonio Fornaroli ed Eugenio Soncini (1933-1945).

E’ stato un grande che ha percorso in cinquant’anni di carriera tappe significative nell’architettura, nel design, nell’arte. Il suo talento si esprime dovunque e in ogni singola creazione.

I mobili e gli oggetti da lui creati sono ormai dei classici sempre attuali.

Gio Ponti è appunto  un designer universale, ha disegnato moltissimi oggetti nei più svariati campi, dalle scenografie teatrali, alle lampade, alle sedie, agli oggetti da cucina, agli interni di famosi transatlantici.

Inizialmente nelle ceramiche il suo disegno riflette la Secessione viennese e sostiene che decorazione tradizionale e l’arte moderna non sono incompatibili.

Nel 1950 Ponti comincia ad impegnarsi nella progettazione di “pareti attrezzate” ovvero intere pareti prefabbricate che permettevano di soddisfare diversi bisogni, integrando in un unico sistema apparecchi ed attrezzature fino ad allora autonome. Ricordiamo Ponti anche per il progetto della seduta “Superleggera” del 1955 (prod. Cassina) realizzata partendo da un oggetto già esistente e di solito prodotto artigianalmente: la Sedia di Chiavari, migliorato in materiali e prestazioni.

Nonostante questo Ponti realizzerà nella città universitaria di Roma nel 1934 la Scuola di Matematica una delle prime opere del Razionalismo italiano e nel 1936 il primo degli edifici per uffici della Montecatini a Milano. Quest’ultimo, a caratteri fortemente personali, risente nei particolari architettonici, di ricercata eleganza, della vocazione di designer del progettista.

Negli anni cinquanta, lo stile di Ponti si fa più innovativo e, pur rimanendo classicheggiante nel secondo palazzo ad uffici della Montecatini (1951), si esprime pienamente nel suo edificio più significativo: il Grattacielo Pirelli (1955-1958). L’opera è costruita intorno ad una struttura centrale progettata da Nervi ed è il grattacielo in calcestruzzo armato più alto del mondo (127,10 m). L’edificio appare come una slanciata ed armoniosa lastra di cristallo, che taglia lo spazio architettonico del cielo, disegnata su un equilibrato curtain wall ed i cui lati lunghi si restringono in quasi due linee verticali. Quest’opera anche con il suo carattere di “eccellenza” appartiene a buon diritto ad una delle maggiori del Movimento Moderno in Italia.

Tra le curiosità segnaliamo che Gio Ponti e in particolare il suo testo “Amate l’architettura” pubblicato nel 1957 hanno ispirato una trasmissione radiofonica sull’architettura dal titolo “AmatelA” (in riferimento proprio al testo pontiano), in onda su Radio Prima Rete dall’ottobre 2010 e curata da un gruppo di giovani architetti (e non) campani, che affronta tematiche relative all’impatto che l’architettura ha sul territorio. Ogni puntata ospita una lettura tratta dal libro effettuata da attori, studenti, bambini e cittadini in genere al fine di diffondere i pensieri e le considerazioni dell’architetto milanese.

Domus è una rivista di architettura e design, fondata dall’architetto Gio Ponti e dal padre barnabita Giovanni Semeria nel 1928. Edita da Editoriale Domus ha cadenza mensile, 11 numeri all’anno.

Nata come organo divulgativo legato allo stile nella conduzione della casa e dell’arredamento, la rivista ha acquistato nel tempo, attraverso le varie direzioni, sfumature diverse verso l’architettura, le arti applicate, il disegno industriale, l’arte, l’urbanistica, la grafica editoriale e pubblicitaria, la comunicazione digitale, sempre in un’ottica internazionale.

Per abbellire il nostro sito abbiamo scelto principalmente molte immagini  della sua immensa produzione ceramica: vasi, ciotole, piastrelle e pannelli di rivestimento  finemente decorati con splendide immagini di figure mitologice come le Amazzoni o gli Efebi,  o  scene campesti dai colori blillanti e raffinati.

Ci auguriamo vi piacciano come sono piaciute a noi.

Ricordando la Grande Guerra: La Linea Cadorna

Non tutti sanno che sulle montagne lombarde e piemonCadorna_Luigitesi in prossimità del confine svizzero si trova una linea di fortificazione molto articolata, visitabile e suddivisa in ben 9 itinerari e due centri di documentazione,  per non dimenticare o solo per godere di piacevoli passeggiate e scoprire queste valli verdeggianti.

LINEA CADORNA è la denominazione ufficiale con la quale oggi si identifica il sistema di fortificazioni costruito lungo il confine italo-svizzero tra l’estate del 1915 e la primavera del 1918, durante il primo conflitto mondiale, nel momento in cui si ebbe timore che, penetrando dai valichi alpini delle Alpi centrali svizzere, le truppe austro-tedesche potessero in breve tempo raggiungere ed occupare i centri nevralgici industriali ed economici del nostro paese.
La costruzione di questa linea, detta “Linea di difesa alla frontiera nord”, fu il compendio di quasi cinquant’anni di studi, progettazioni, ricognizioni, indagini geomorfologiche, pianificazioni strategiche, ricerche tecnologiche.
Con l’attenuarsi dei rapporti di alleanza con Germania ed Austria e l’esplicarsi delle non più tanto celate simpatie germanofile dei superiori apparati militari svizzeri, il governo italiano si trovò a prendere in considerazione la possibilità di una probabile infiltrazione nemica attraverso il confine con la Svizzera.
A partire dal 1911 furono costruiti lo sbarramento di Gravellona Toce (fortificazioni sul Monte Orfano a difesa degli accessi dalla Val d’Ossola e dal Lago Maggiore) e gli appostamenti per artiglieria sui monti Piambello, Scerré, Martica, Campo dei Fiori, Gino e Sighignola.
Nel frattempo anche la Svizzera intensificò i lavori di fortificazione verso l’Italia, realizzando opere di sbarramento a Gordola, Magadino, Monte Ceneri e sui monti di Medeglia.
Lo scoppio della guerra, 23 luglio 1914, e gli avvenimenti successivi tra cui l’invasione del Belgio neutrale e i cambi di alleanze tra le varie potenze europee, accentuarono i dubbi sulla volontà del Governo elvetico di far rispettare la neutralità del proprio territorio.
Con l’entrata in guerra dell’Italia contro l’Austria il 24 maggio 1915 e con la prospettata dichiarazione di belligeranza contro la Germania, il generale Luigi Cadorna, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito dal luglio del 1914, ritenendo fondato il timore di una possibile invasione austro-tedesca, ordinò di avviare i lavori difensivi versa la frontiera svizzera, rendendo esecutivo il progetto di difesa già predisposto.

La spesa complessiva sostenuta, tenuto conto dei 15-20000 operai che in media vi furono adibiti, può calcolarsi in circa 104 milioni.”
Con la fine della guerra le fortificazioni verranno dismesse.
In anni successivi parte di queste strutture saranno riutilizzate per le esercitazioni militari e tutte quante inserite poi, negli anni trenta, nel progetto del Vallo Alpino, una immane linea difensiva che avrebbe dovuto rendere inviolabili i 1851 chilometri di confine dello Stato italiano, ma che, in realtà, non giunse mai a compimento.
Anche nel secondo conflitto mondiale la Linea Cadorna non fu mai interessata dalle operazioni belliche, esclusi due tratti, il Monte San Martino (VA) e l’Ossola (VB) e che per breve tempo, 19 settembre-15 novembre 1943 per il San Martino e 12- 21 ottobre 1944 per l’Ossola, furono utilizzati come basi partigiane del Gruppo “Cinque Giornate” agli ordini del ten. col. Carlo Croce e dei partigiani della “Repubblica dell’Ossola”.
Con il 4 aprile 1949 le fortificazioni italiane, non smantellate dal Trattato di pace del febbraio 1947, entrarono a far parte del Patto Atlantico istituito per fronteggiare il blocco sovietico, un piano che vedrà sminuita la sua importanza con la caduta del muro di Berlino, 9 novembre 1989, data con cui si può ritenere conclusa la storia della fortificazione italiana.

La primavera è sicuramente il periodo più adatto alla visita per la maggior parte degli itinerari, la vegetazione non si è fatta ancora invadente; in autunno se da una parte la caduta delle foglie facilita l’individuazione dei manufatti all’interno dei boschi dall’altra si possono trovare fastidiosi accumuli di fogliame all’interno dei camminamenti che possono mascherare insidiosi buchi. In inverno le giornate corte e il pericolo del ghiaccio sui sentieri consigliano di prestare particolare attenzione a queste escursioni; per quanto riguarda l’estate la vegetazione rigogliosa può ostacolare la visita ad alcuni manufatti.

Viinvitiamo a visitare i centri di documentazione di Cassano Valcuvia e Marzio e consultare il sito:

http://www1.provincia.va.it/lineacadornavarese/it/itinerari.htm

Cosa bolle in pentola?

Parliamo ancora una volta di leggi regionali che riguardano il turismo. acqua-con-le-bolle-e-la-schiuma-scintillanti-11985717

In attesa dell’annunciata modifica del Titolo V della Costituizione, quella che dovrebbe riaccentrare alcuni poteri a suo tempo assegnati alle Regioni come il turismo, queste ultime sono in fibrillazione e stanno lavorando per approvare nuove leggi che modifichino le precedenti, come la Toscana, o che reimpostino i’intero comparto turistico come avverrà per la Lombardia, con un piede già nell’Expo.

Poi ci sono le regioni come il Veneto che già nel 2013 aveva promulgato una legge che doveva semplificare e rivoluzionare l’intero  comparto ma che stenta a decollare perchè mancano ancora le disposizioni attuative, i chiarimenti e quant’altro. Senza contare le contestazioni  di alcune categorie coinvolte che si sentono penalizzate, come i dipendenti degli uffici di informazione turistica che dovrebbero essere soppressi.  In molte province del Veneto ad esempio, per l’apertura di un B&B o di un altro tipo si struttura ricettiva non alberghiera,  il riferimento è ancora le legge precedente  perchè sono cambiate le denominazioni e mancano dei parametri..

Ci fa piacere notare che grazie o a causa dei fenomeni come Airbnb e similari, ma soprattutto in seguito ai cambiamenti sociali della sharing economy e del crescente commercio peer to peer  (da privato a privato) le Amministrazioni regionali si stanno interessando alla ricettività alberghiera gestita da privati. Bed and Breakfast, Case e apprtamenti per vacanze in particolare.

Lo scopo non è solo rendere visibile e quantificabile la ricettività a gestione familiare non ancora inquadrata nelle tipologie esistenti, come le case e gli appartametni locati ai turisti per brevi periodi, ma far sì che questi ultimi siano controllabili  per la qualità del servizio offerto ma anche per poterli assoggettare alla Tassa di soggiorno ed altri balzelli che dovessero essere richiesti. In cambio gli enti di promozione del territorio (DMO) offriranno la promozione istituzionale e le agevolazioni di cui possono beneficiare le  strutture ricettive riconosciute.

In Lombardia possiamo anticipare che esiste un progetto di legge che sta per essere approvato definitivamente. Questo    prevede che le strutture ricettive non alberghiere  potranno tutte essere di due tipologie:  a gestione familiare  o imprenditoriale. Non per tutti i tipi di strutture sono chiari i parametri che discriminano l’appartenenza all’una o all’altra gestione. Per i Bed and breakfast, che potranno essere gestiti anche imprenditorialmente, non ci sono particolari problemi di interpretazione mentre per le CAV e gli Affittacamere non tutto è chiaro e attendiamo quindi il testo definitivo della legge,  ormai in dirittura d’arrivo.

In Toscana, dove si sta mettendo mano al Testo unico sul Turismo, la mitica legge n. 42 del 2000, sono insorte le Associazioni di categoria (degli alberghi) che affermano che con questo progetto “si penalizzano le imprese e si favorisce l’abusivismo” . Questo sopratutto perchè nel testo si specifica  quanto segue:

Per le case e appartamenti per vacanze viene prevista la possibilità di offrire servizi accessori, anche in forma centralizzata; in pratica i proprietari che affittano case o camere possono associarsi o dare in gestione ad una impresa il servizio di accoglienza unificato all’esterno e in grado di indirizzare alle strutture che vi fanno riferimento.

seppia1Questo è sicuramente un tentativo di adeguarsi ai tempi e di sanare situazioni praticamente già in essere ma, come al solito, si finisce per scontentare qualcuno.

Il dibattito si anima e prima o poi si arriverà ad una conclusione e magari ad un compromesso ma mi domando, ancora una volta, cosa succederà quando il Ministero del Turismo, emanerà una legge nazionale valida per tutte le regioni?

Sempre che lo faccia…o  che non sia un  altro “Verybello”

Stay tuned.