B&B, CAV e affitti brevi in Lombardia: un groviglio da districare

Le intenzioni erano buone, con la nuova legge regionale sul turismgroviglioo si volevano semplificare le procedure, modernizzare  l’immagine e la sostanza della ricettività lombarda, anche alla luce dei cambiamenti socio-economici introdotti dalla sharing economy e   regolare di fatto gli affitti turistici brevi, fenomeno letteralmente esploso grazie al portale Airbnb.

L’iter è stato lunghissimo e sofferto,  dalla prima bozza del gennaio 2015, contenente interessanti novità,  si è giunti all’approvazione del provvedimento (LR n. 27 ) solo il 1 ottobre 2015. Con  parecchi  importanti cambiamenti e molte specificità da definire con successivi decreti attuativi.

Questi ultimi avrebbero dovuto essere pubblicati entro 120 giorni  ma hanno visto la luce a maggio 2016.

Possiamo solo immaginare  la confusione e  il  disorientamento degli operatori vecchi e nuovi  di fronte ai  segnali di cambiamento, alla disinformazione e i legittimi dubbi. Dai privati che desiderano gestire un B&B o un appartamento in locazione turistica agli enti locali  tenuti ad  informare, attivare le procedure ed effettuare i controlli.

Ad oggi ci rendiamo conto che è stato fatto un grande sforzo da parte del legislatore per ottenere una legge regionale sul turismo moderna ed efficace ma con molti punti ancora poco chiari e altri considerati da alcuni discriminanti e illegittimi.

Questo è accaduto perché  alcuni soggetti interessati direttamente o indirettamente sono intervenuti per difendere le loro posizioni corporative e ostacolare quelle dei loro “concorrenti” .

Certamente è difficile, anzi impossibile accontentare tutti,  ma in definitiva il provvedimento così com’è si presta a numerose contestazioni ed è, al momento, poco efficace ai fini dell’emersione del cosiddetto abusivismo.

Noi  consulenti poniamo il massimo sforzo per illustrare e spiegare il contenuto di questa legge al fine  di fornire un  aiuto pratico  a coloro che desiderano entrare nel mondo della ricettività non alberghiera, primariamente in Lombardia. Forniamo anche un metodo di lavoro e consigli utili per gestire al meglio il proprio Bed and Breakfast, la propria Casa Vacanze o un appartamento in locazione turistica breve.

Ne parleremo il 18 febbraio prossimo a Milano. Per informazioni e adesioni seguite questi link: https://www.facebook.com/events/405085716491008/

http://www.friendly-home.org/it/corsi

Quando l’elefante può convivere con il topolino

Martedì scorso Rita ed io abbiamo assistito al primo forum dedicato all’extralberghiero, tenutosi a Milano presso la sede di Confcommercio.

Naturalmente tutti i riflettori erano accesi sugli appartamenti affittati da privati per brevi periodi, la cui crescita vertiginosa di numero e di fatturato sta meravigliando gli stessi operatori specializzati e gli esperti di turismo.

Il merito principale deve essere riconosciuto senza alcun dubbio ai grandi player globali, senza la cui forza propulsiva, volontà di espansione e indubbie capacità di marketing e di comunicazione questi risultati sarebbero ancora lontani anni luce. Parlo di tutti indistintamente, senza riferimenti precisi al posizionamento di mercato o ai vantaggi – concreti o più “psicologici” di appartenenza – promessi ad host e clienti dal singolelefanteo. Cito i più importanti: Airbnb, ormai sinonimo di sharing economy, Booking.com, il gruppo Expedia, di cui fa parte Tripadvisor e in cui è confluito di recente il gruppo Homeaway, a sua volta costituito da Homelidays e da altri portali ancora. Davvero c’è da andare nel pallone, riflettendo soprattutto sul fatto che questi megacolossi vendono “relazioni” tra privati – il proprietario dell’appartamento e i suoi ospiti -, atmosfere di casa, autenticità degli incontri e del territorio.

Che spazio dunque possono ritagliarsi i piccoli circuiti locali di appartamenti e B&B? Il marketing ci insegna che più una realtà è piccola, più deve distinguersi dai leader andando nella direzione opposta, colmando eventuali spazi lasciati liberi, offrendo qualcosa che i colossi, per forza di cose, non possono garantire. Queste mini organizzazioni possono ad esempio personalizzare al massimo il contatto con i clienti, spesso così anonimo presso le grandi società, lasciando da parte le prenotazioni on line e puntando invece esclusivamente al rapporto diretto telefonico o via e-mail.  Arriveranno così ad intercettare quelle persone – ancora tante – che non hanno tempo e voglia di cercare una struttura ad hoc navigando tra mille e più proposte, che desiderano avere un unico referente di fiducia – consulente professionale, in grado di identificare per loro la sistemazione più idonea, di fornire subito tutti i dati necessari non contenuti nel sito, flessibile e disponibile in caso di bisogno. E così i proprietari, che possono sempre avere lo stesso interlocutore quando hanno un problema o un quesito, cosa non fattibile quando si ha a che fare con organizzazioni complesse, dove le persone del centro assistenza si alternano in continuazione…sempre che siano persone e non risposte standard alle FAQ. Insomma un servizio di consulenza e di assistenza su misura per ognuno…anche questa è sharing economy.

Giulia Carosella

La Lombardia ha una nuova legge sul turismo

Dopo lunga e difficoltosa gestazione ha visto la luce la legge regionale n. 27 del 1 ottobre 2015. E’ stata pubblicata sul BURL in data 2 ottobre ed entrerà in vigore dopo 15 giorni. Sostituisce il Testo Unico del 2007 che conteneva norme risalenti agli anni ’80.

La riforma punta innanzitutto  su un approccio integrato al tema dell’attrattività del territorio: un concetto ampio e trasversale che comprende non solo il turismo, ma anche altri ambiti dell’economia come il commercio, i servizi, la cultura, l’artigianato, ecc.  

Si parla infatti di valorizzazione turistica possibile, superando l’eccessiva frammentazione tra gli operatori e le istituzioni; del partenariato pubblico-privato che favorisce le reti di imprese, i consorzi e tutte quelle forme di aggregazione degli operatori  che potranno lavorare su progetti condivisi e mirati.

Quindi nuova disciplina sui servizi di informazione turistica e sulle professioni turistiche.

Per quanto riguarda le strutture ricettive ci sono diverse novità nell’ambito della ricettività non alberghiera: bed and breakfast e affitti turistici.

Se  volete saperne di più potete ancora iscrivervi al nostro seminario del 24 ottobre prossimo che si terrà a Milano.

Per informazioni e iscrizioni: Pamela Brusati  (solo fino al 9 ottobre)

Form Tre S.r.l.

Via Valtellina, 63

20159  Milano

Tel 02 45486101

Fax 02 45485722

web www.formtre.it

Lazio: novità per le strutture ricettive extralberghiere

In previsione del Giubileo ecco alcune novità che riguardano Bed and Breakfast e appartamenti privati, anche qui lotta all’abusivismo:

http://www.regione.lazio.it/rl_main/?vw=newsdettaglio&id=2995

Cosa bolle in pentola?

Parliamo ancora una volta di leggi regionali che riguardano il turismo. acqua-con-le-bolle-e-la-schiuma-scintillanti-11985717

In attesa dell’annunciata modifica del Titolo V della Costituizione, quella che dovrebbe riaccentrare alcuni poteri a suo tempo assegnati alle Regioni come il turismo, queste ultime sono in fibrillazione e stanno lavorando per approvare nuove leggi che modifichino le precedenti, come la Toscana, o che reimpostino i’intero comparto turistico come avverrà per la Lombardia, con un piede già nell’Expo.

Poi ci sono le regioni come il Veneto che già nel 2013 aveva promulgato una legge che doveva semplificare e rivoluzionare l’intero  comparto ma che stenta a decollare perchè mancano ancora le disposizioni attuative, i chiarimenti e quant’altro. Senza contare le contestazioni  di alcune categorie coinvolte che si sentono penalizzate, come i dipendenti degli uffici di informazione turistica che dovrebbero essere soppressi.  In molte province del Veneto ad esempio, per l’apertura di un B&B o di un altro tipo si struttura ricettiva non alberghiera,  il riferimento è ancora le legge precedente  perchè sono cambiate le denominazioni e mancano dei parametri..

Ci fa piacere notare che grazie o a causa dei fenomeni come Airbnb e similari, ma soprattutto in seguito ai cambiamenti sociali della sharing economy e del crescente commercio peer to peer  (da privato a privato) le Amministrazioni regionali si stanno interessando alla ricettività alberghiera gestita da privati. Bed and Breakfast, Case e apprtamenti per vacanze in particolare.

Lo scopo non è solo rendere visibile e quantificabile la ricettività a gestione familiare non ancora inquadrata nelle tipologie esistenti, come le case e gli appartametni locati ai turisti per brevi periodi, ma far sì che questi ultimi siano controllabili  per la qualità del servizio offerto ma anche per poterli assoggettare alla Tassa di soggiorno ed altri balzelli che dovessero essere richiesti. In cambio gli enti di promozione del territorio (DMO) offriranno la promozione istituzionale e le agevolazioni di cui possono beneficiare le  strutture ricettive riconosciute.

In Lombardia possiamo anticipare che esiste un progetto di legge che sta per essere approvato definitivamente. Questo    prevede che le strutture ricettive non alberghiere  potranno tutte essere di due tipologie:  a gestione familiare  o imprenditoriale. Non per tutti i tipi di strutture sono chiari i parametri che discriminano l’appartenenza all’una o all’altra gestione. Per i Bed and breakfast, che potranno essere gestiti anche imprenditorialmente, non ci sono particolari problemi di interpretazione mentre per le CAV e gli Affittacamere non tutto è chiaro e attendiamo quindi il testo definitivo della legge,  ormai in dirittura d’arrivo.

In Toscana, dove si sta mettendo mano al Testo unico sul Turismo, la mitica legge n. 42 del 2000, sono insorte le Associazioni di categoria (degli alberghi) che affermano che con questo progetto “si penalizzano le imprese e si favorisce l’abusivismo” . Questo sopratutto perchè nel testo si specifica  quanto segue:

Per le case e appartamenti per vacanze viene prevista la possibilità di offrire servizi accessori, anche in forma centralizzata; in pratica i proprietari che affittano case o camere possono associarsi o dare in gestione ad una impresa il servizio di accoglienza unificato all’esterno e in grado di indirizzare alle strutture che vi fanno riferimento.

seppia1Questo è sicuramente un tentativo di adeguarsi ai tempi e di sanare situazioni praticamente già in essere ma, come al solito, si finisce per scontentare qualcuno.

Il dibattito si anima e prima o poi si arriverà ad una conclusione e magari ad un compromesso ma mi domando, ancora una volta, cosa succederà quando il Ministero del Turismo, emanerà una legge nazionale valida per tutte le regioni?

Sempre che lo faccia…o  che non sia un  altro “Verybello”

Stay tuned.

Airbnb nel mirino

E’ un po’ che se ne parla…perfino negli  Stati Uniti, patria del liberismo dove non c’è la burocrazia italiana, l’ormai colosso della ricettività fai-da-te ha risvegliato l’interesse della Procura di Stato di New York per poca trasparenza fiscale e violazione di alcune leggi relative ai piani regolatori locali.

Airbnb è uno degli esponenti di spicco della share-economy dove  sembra che tutto sia permesso e facile, lo sarebbe se fosse tutto gratuito e spontaneo.

In Italia, come avevamo profetizzato almeno 3 anni fa, il fenomeno si è diffuso in maniera esponenziale tanto che sempre più persone attraverso questo portale riescono a “piazzare” il loro appartamento, la camera privata o la villa con grande soddisfazione anche economica. Che in questo tempo di crisi non è poco.

Il punto di forza di Airbnb è la grande visibilità e il collegamento con Facebook che consente a chi mette un annuncio di raggiungere un numero impressionante di potenziali clienti. Inoltre costa poco in termini di commissioni, rispetto alle cosiddette OTA (o OLTA) le Agenzie on line di portata globale.

Purtroppo però non tutti sanno che (in Italia) ci sono delle leggi che disciplinano le varie tipologie ricettive, a partire dal Codice Civile, e che per non incorrere in spiacevoli conseguenze è necessario mettersi in regola trovando il giusto inquadramento e facendo attenzione alla gestione dei ricavi.

Cliccando sul link qui sotto potrete leggere  l’articolo del Sole 24 ore dal quale ho preso spunto.

Buona lettura!

http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2014-10-16/airbnb-un-terzo-ricavi-e-illegale-new-york-sharing-economy-sotto-accusa-172651.shtml?uuid=ABNedu3B

 

 

 

La coperta è corta. Le baruffe del turismo.

E tutti si scannano.

Prendo spunto da un articolo “Meglio nessun provvedimento che uno pessimo” 11 settembre 2014,cuorewelcoms

nel quale il presidente della Federalberghi toscana, Paolo Corchia, si lamentava della volontà espressa dai legislatori della sua regione di mettere mano alla legge regionale 42/2000, meglio conosciuta come Testo Unico delle leggi regionali in materia di turismo, con lo scopo di modificarne gli articoli fondamentali che regolano la ricettività turistica.

Il vero tema dell’articolo è, a mio avviso, una lamentela e un ‘invettiva nei confronti di quello che viene definito “abusivismo ricettivo e sleale concorrenza”, responsabili della crisi che da tempo ha colpito le imprese alberghiere in Toscana e (dico io ) in tutto il Paese, aggravando ulteriormente le difficoltà prodotte all’intero settore turistico dalla situazione economica nazionale.

“E’ bene sottolineare, ha detto ancora il presidente regionale degli albergatori toscani, che abbiamo ben chiaro come il mercato della domanda sia mutato, come sia giusto offrire al cliente opportunità diverse di modalità di vacanza, così come sia una battaglia di retroguardia quella di contrastare le nuove forme di ricettività , ma con altrettanta chiarezza è assolutamente non più rinviabile la definizione di regole che obblighino tutti gli attori ad aver eguali diritti ed eguali doveri.” “Non è tollerabile, ha continuato Corchia, che la legislazione regionale penalizzi le imprese alberghiere , ma anche i campeggi , cioè quelle aziende che sono obbligate ad applicare i contratti di lavoro del settore, a rispettare le norme a tutela del cliente in materia di sicurezza, ad applicare le imposte di varia natura come la tassa di soggiorno…”

Però un’analisi di coscienza sull’offerta ricettiva italiana non viene fatta, sul rapporto qualità/prezzo sbilanciato, sulle carenze strutturali e strategiche, sulla qualità dell’accoglienza… tanto per citare alcuni punti e non vado oltre.

E’ vero che l’associazione di categoria non perde l’occasione per lamentarsi senza fare proposte concrete e in linea con i cambiamenti epocali degli ultimi anni. Sono infatti cambiati il modo di  concepire il turismo, anzi i turismi; sono entrati  altri attori  sulla scena come  Internet che ha stravolto le modalità di promozione e di commercializzazione dei prodotti turistici; è cambiata la mentalità dei viaggiatori, soprattutto dei  giovani che hanno priorità ed esigenze diverse e per finire la  terribile crisi economica degli ultimi anni che ci ha messo di fronte alla realtà che il re è nudo e che così non si può continuare.L’Italia è il paese più desiderato al mondo ma non il primo ad essere visitato.

Però non possiamo dar torto agli operatori  che, volendo  operare secodno le  regole, si trovano sommersi da obblighi e incombenze pesantissimi che i “furbetti” eludono anche grazie alle opportunità fornite da alcune leggi, troppe e talvolta in contrasto le une con le altre.

E’ eclatante il caso di alcuni agriturismi che sono in tutto e per tutto degli alberghi di lusso posti in località rurali, ma che usufruiscono di condizioni diverse circa gli obblighi derivanti dall’applicazione delle normative relative alla sicurezza, alla gestione del personale, alle tasse, ecc..

E’ chiaro quindi che, come ripeto da anni, ben diversa è la gestione e i profitti di un hotel a 5 stelle e quella di un albergo a conduzione familiare con 10-15 camere. Questo si avvicina di più ad un affittacamere a un bed and breakfast. Senza contare che la clientela è diversa come lo sarà la relativa offerta di servizi.

E’ un dato di fatto che spesso in Italia il cliente preferisce prenotare un B&B piuttosto che un albergo di 2-3 stelle perchè quest’ultimo non offre gli stessi servizi di base, che non sono il frigobar… ma la connessione internet gratuita!

Il legislatore dovrebbe tener conto di diversi parametri e ripensare a ridefinire tutto il comparto.

A mio avviso, contrariamente a quanto affermato nell’articolo, il concetto dovrebbe essere non di allargare le incombenze ai “più piccoli” ma semplificare la vita a tutti, nel rispetto della legalità.

Sempre nell’articolo si cita il caso dell’Isola d’Elba di di Firenze.

“In parole povere la offerta ricettiva è dimensionata ben al di là della capacità di domanda e quindi la – torta clienti di albergo – è frazionata in una miriade di aziende e non aziende, il che penalizza proprio le imprese che pagano le imposte, applicano i contratti di lavoro e danno occupazione regolare”. “La produzione legislativa del Consiglio della Toscana, afferma il presidente degli albergatori di Firenze, Francesco Bechi, si è distinta, rispetto ad altre regioni anche limitrofe e con maggioranze politiche simili, per una permissività per forme di ricettività non tradizionale, rendendo sempre più labile il confine tra abusivismo e concorrenza sleale legalizzata tra imprese.

In qualche caso, come è avvenuto di recente a Firenze, non si è trovato di meglio che legalizzare l’abusivismo nell’offerta ricettiva, consentendo a chiunque di fare l’albergatore, senza però imporre le regole di sicurezza, sindacali, fiscali cui le imprese alberghiere sono sottoposte.

Su quanto affermato nelle ultime righe ho seri dubbi…visto che chi vuol dare in affitto anche solo un appartamento a Firenze viene considerato una casa vacanze a gestione imprenditoriale.

Certo chi vuole evadere spesso trova il modo ma non bisogna fare di un’erba un fascio. Gli operatori devono avere l’onestà di rapportarsi alla categoria adeguata in base all’entità della loro attività e al loro target di riferimento.

Per esercitare un’attività ricettiva minima, saltuaria e occasionale, le leggi ci sono e sono commisurate alla tipologia ricettiva. Spesso c’è parecchia ignoranza e scarsa volontà di approfondimento ma anche le leggi sono tante e talvolta farraginose…tanto da scoraggiare il soggetto ben intenzionato.

E cosa succederà con l’entrata in vigore della modifica del Titolo V della Costituzione? Sarà finalmente risolto il conflitto tra legislazione regionale (delle varie Regioni) e la normativa nazionale nel turismo?

Ne vedremo delle belle. Ai posteri (speriamo non troppo posteri) l’ardua sentenza!

Nel frattempo vi ricordo che il 4 ottobre prossimo avrà luogo l’ormai consueto appuntamento autunnale con il seminario

Come avviare un Bed & Breakfast o un Appartamento per Affitti Brevi (Short Lets) non imprenditoriali

relatrici: Rita Apollonio e Giulia Carosella

che mette a confronto Bed and Breakfast e Short Lets (Affitti Brevi) in Lombardia per quanto riguarda la legislazione, gli adempimenti vari, la gestione operativa e la promozione, con uno sguardo speciale alle opportunità offerte da Internet e dai social network.

A Milano presso Form Tre S.r.l.

Via Varanini, 29/C
20127 Milano
Tel 02 45486101
Fax 02 45485722
web
www.formtre.it

Per partecipare contattate Pamela Brusati al 02 45486101 o inviando una mail p.brusati@formtre.it

Stay Tuned.