Turismo: nuova legge Emilia Romagna

Approvato progetto di legge

Questa regione, da sempre all’avanguardia nel panorama turistico ha eleborato un nuovo testo che consentirà al turismo emiliano-romagnolo di essere al passo con i tempi per quanto riguarda l’offerta turistica e  il funzionamento della macchina amministrativa, mettendo al centro le “destinazioni” e le esigenze dei nuovi viaggiatori.

Riporto l’articolo in attesa di notizie più dettagliate.

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La Puglia si aggiorna. Nuove leggi sul turismo e ricettività.

Le  stavamo proprio aspettando.alberobello-300x225

In una regione bellissima, ad alta vocazione turistica mancava un aggiornamento delle ormai obsolete leggi regionali che disciplinano il comparto turistico.

In particolare segnalo le leggi e  gli articoli più significativi che riguardano le strutture ricettive extralberghiere.

Finalmente un questo testo si indicano in maniera chiara e inequivocabile le caratteristiche e gli adempimenti che riguardano l’apertura  di un  Bed and Breakfast in Puglia.

LEGGE REGIONALE 7 agosto 2013, n. 27 “Disciplina dell’attività ricettiva di Bed and Breakfast (B&B)”

LEGGE REGIONALE 18 febbraio 2014, n. 6
“Modifiche e integrazioni alle leggi regionali 15 novembre 2007, n. 34, 7 agosto 2013, n. 27 e 11 febbraio 1999, n. 11”.

In definitiva per il Bed and Breakfast si divide in due tipologie:

  1. a conduzione familiare;
  2. in forma imprenditoriale.

L’esercizio dell’attività di B&B non comporta cambio di destinazione d’uso dell’immobile. I locali adibiti a B&B devono possedere le caratteristiche strutturali e igienico-sanitarie previste per l’uso abitativo dai regolamenti comunali vigenti, nel pieno rispetto delle prescrizioni normative in materia di edilizia, di urbanistica, di pubblica sicurezza e di somministrazione di cibi e bevande.

Art. 2 – Definizione, caratteristiche e servizi minimi dei Bed and Breakfast a conduzione familiare

  1. Si definisce B&B a conduzione familiare l’attività ricettiva svolta in maniera non continuativa e non imprenditoriale da chi, nella casa in cui abita, fornisce alloggio e prima colazione in non più di tre camere e nove posti letto, avvalendosi della normale organizzazione familiare, ivi compresa l’eventuale presenza di collaboratori domestici al servizio della famiglia, senza la fornitura di servizi aggiuntivi.
  2. L’attività di B&B a conduzione familiare è esercitata in un’unica unità immobiliare da chi vi dimora stabilmente per l’intero periodo in cui dichiara di svolgere attività di accoglienza.
  3. L’attività di B&B a conduzione familiare può essere fornita per un minimo di novanta e un massimo di duecentosettanta giorni l’anno. Con periodi di chiusura non inferiori a quindici giorni consecutivi”.( L.R. 18 febbraio 2014, n. 6).
  4. All’interno dei borghi e dei Comuni con popolazione residente non superiore a diecimila abitanti in base ai dati ufficiali disponibili, all’interno dei centri storici così come delimitati dagli strumenti urbanistici e all’interno dei borghi rurali di cui all’articolo 1 del regolamento regionale 22 marzo 2012, n. 6 (Regolamento attuativo dell’attività ricettiva di albergo diffuso di cui alla legge regionale 24 26826 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia – n. 111 del 09-08-2013 luglio 2001, n. 17 (Istituzione e disposizioni normative dell’attività ricettiva di Bed & Breakfast – affittacamere), l’attività di B&B può essere esercitata anche in unità immobiliari fisicamente distinte, lontane non oltre cento metri misurati nel più breve percorso pedonale possibile, fermo restando l’obbligo di dimora nell’unità abitativa principale e fatti salvi tutti gli altri limiti di cui ai commi 1, 2, 3 e 4.
  5. L’esercizio dell’attività di B&B a conduzione familiare non necessita d’iscrizione nel registro delle  imprese e beneficia delle agevolazioni fiscali previste dalla normativa vigente.

Per altri dettagli rimandiamo al testo integrale della legge stessa.

Art. 3 – Definizione, caratteristiche e servizi minimi dei B&B in forma imprenditoriale

  1. Si definisce “B&B in forma imprenditoriale” l’attività ricettiva svolta in maniera continuativa e professionale da chi, presso il proprio domicilio, fornisce alloggio e prima colazione in non più di sei camere e diciotto posti letto, anche avvalendosi della collaborazione di personale qualificato.  .
  2.  L’attività di B&B in forma imprenditoriale è esercitata in un’unica unità immobiliare, ovvero due unità immobiliari ubicate nello stesso stabile o in due stabili lontani tra loro non oltre cento metri, misurati nel più breve percorso pedonale possibile, fatti salvi i limiti di cui al comma 1.
  3. Per la finalità di cui al comma 1 possono eleggere domicilio il titolare dell’impresa o suo familiare, come definito dall’articolo 230 bis del Codice civile ovvero il socio.
  4. L’esercizio dell’attività di B&B in forma imprenditoriale necessita d’iscrizione nel registro delle imprese e beneficia delle agevolazioni fiscali previste dalla normativa vigente.

Per finire la LR n. 6 del 2014 stabilisce che l’Affittacamere necessita di iscrizione al registro delle imprese.

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Manca poco

Meno di un mese all’uscita della nostra ultima fatica…il nuovo manuale che riguarda gli affitti turistici brevi o short lets.772px-Waterhouse_dante_and_beatrice

“Come Virgilio nella Divina Commedia, ti accompagneremo, novello Dante, nei gironi infernali delle leggi e degli adempimenti fiscali, nel purgatorio della gestione commerciale degli affitti brevi ed infine nel paradiso della conoscenza …dei tuoi ospiti e del modo migliore di accoglierli e farli sentire a casa propria.

Il tuo ipotetico cliente, la Beatrice alla quale aneli, si chiamerà Nicoletta Fusco…”

E’ la prima e l’unica pubblicazione completa dedicata a questa tipologia ricettiva in Italia.

Per la prima volta affrontiamo, già nel primo capitolo, l’Inferno della legislazione nazionale e regionale con una scheda  per  ciascuna regione e credetemi non è stato facile…ma per voi questo ed altro!

Forniamo le indicazioni sulle normative vigenti per la gestione imprenditoriale e per quella non imprenditoriale con i dati e gli adempimenti essenziali per avviare l’attività.

Il secondo capitolo è dedicato alla gestione commerciale, siamo nel Purgatorio alla ricerca della tariffa ideale e non solo; al capitolo tre gli aspetti fiscali e gli altri adempimenti. Espiare, espiare!

Il quarto capitolo riguarda le tipologie di ospiti e tutto quello che dovete fare per gestire al meglio il loro soggiorno; qui il marketing a la comunicazione entrano a pieno titolo. Siamo finalmente in Paradiso!

Per finire, in fondo ad ogni capitolo il paragrafo “Fai così” fornisce esempi pratici di contratti, modulistica e suggerimenti, che non sono mai abbastanza.

Cosa ho dimenticato?

Il Titolo: COME AVVIARE E GESTIRE
GLI AFFITTI BREVI IN ITALIA

Le Autrici: Rita Apollonio e Giulia Carosella

L’Editore : FrancoAngeli collana Trend

Ancora su gli short lets

Dal mio primo articolo:
Per gestire un appartamento in locazione turistica temporanea non serve neppure presentare la DIA al Comune ma bisogna rispettare le norme di pubblica sicurezza relative alle locazioni circa i cittadini extra UE e apolidi e registrare il contratto di locazione oltre i 30 gg. di soggiorno.
La normativa di riferimento è quella del codice civile che riguarda le locazioni, applicabile quindi a livello nazionale.
Bisogna però tenere conto delle leggi delle singole regioni, o di provvedimenti comunali che non siano in contrasto con la suddetta legge.
Persino nel decreto legislativo emanato dal passato governo Berlusconi  c’è una norma che potrebbe essere applicata a questa tipologia. Vedere mio post su questo tema.
Morale, se non ci sono impedimenti reali o di consuetudine locale gli short lets = locazioni temporanee saltuarie, a scopo turistico, di tipo non imprenditoriale (per chi ha insomma solo uno o due appartamenti da dedicare a questo scopo) si possono gestire nel modo descritto. Per quel che riguarda poi i regolamenti di condominio penalizzanti o ci si spiega e ci si mette d’accordo, oppure lasciate perdere.
Potete trovare le leggi regionali che riguardano il turismo sul sito: http.//www.camera.it oppure sui siti delle singole regioni.

Bed and breakfast e short lets, facciamo chiarezza

Oggi parliamo di Italia prendendo spunto da una recente discussione con un amico operatore. Dopo tanti anni (ormai più di un decennio) che insieme a Giulia Carosella mi occupo di questo argomento sento la necessità di spiegare meglio il significato di queste due forme ricettive, sia per il turista sia per il gestore o potenziale tale. In particolare il B&B in Italia si è sviluppato enormemente ed è diventato un vero fenomeno di moda tanto che nei portali di prenotazione anche gli hotel si fregiano di questa etichetta. Anzi da recenti ed attendibili studi risulta che gli alberghi di 1-2 e anche 3 stelle stanno chiudendo soppiantati dai B&B.Vediamo allora di qualche definizione:

Innanzitutto Bed and breakfast = camera e colazione è un servizio, basico, fornito inizialmente solo da alberghi; solo successivamente è diventato una vera  a propria categoria ricettiva, normata dalle leggi regionali sul turismo a partire dal 2000 circa (qualcuno come il FVG anche prima). Quindi un albergo puà tranquillamente dire di offrire  il servizio B&B ma non di essere un B&B.

Letteralmente “pernottamento e piccola colazione”, il Bed and Breakfast
(che chiameremo B&B) è una piccola struttura ricettiva molto qualificata
e diffusa, in particolare nei paesi di lingua inglese come Inghilterra, Irlanda,
Stati Uniti e Australia, nonché in Francia con il nome di Chambres d’hôtes.
Con questa formula sono messe a disposizione del turista una o più camere
presso abitazioni private; i servizi forniti sono il pernottamento con
relativa pulizia della camera, l’utilizzo del bagno, privato o in comune con
la famiglia, la piccola colazione ed eventualmente altri servizi facoltativi. (Niente pasti)

Dal punto di vista normativo il B&B é un’attività non imprenditoriale, ad integrazione del reddito familiare, basata sulla fornitura dei servizi erogati dalla famiglia ospitante presso la sua abitazione di residenza. Quindi non utilizzando personale pagato. Quasi tutte le regioni considerano questa formula applicabile  da una a 3 camere con un massimo di 6 posti letto. (Non sto qui a specificare tutte le deroghe). Non è necessario aprire una  partita iva ed essere e iscritti alla camera di commmercio. Per esercitare ufficilamente è necessario avere una “autorizzazione” comunale presentando una  DIA ed essere in possesso dei requisiti minimi richiesti dalla legge regionale e dal regolamento comunale. Vi sono poi gli obblighi statistici e di pubblica sicurezza come per le strutture alberghiere. Non è più necessario, nemmeno in Lombardia, avere l’autorizzazione dell’assemblea condominiale, ma bisogna fare attenzione ai regolamenti interni dei condomini.  Da 3 a 6 camere si rientra nella tipologia Affittacamere e oltre le 6 camere si è  un  Albergo, strutture ricettive imprenditoriali. Le altre denominazioni come pensione o locanda non hanno valore normativo ma sono etichette puramente commerciali.

In genere il soggiorno non si protrae per più di 2-3 giorni. Il moderno operatore
di Bed & Breakfast, generalmente il proprietario della casa, deve avere
un atteggiamento ed un coinvolgimento diverso dal semplice fornitore di
una stanza per dormire ai turisti: accoglie i clienti al momento dell’arrivo,
fornisce loro informazioni generali sul territorio, in particolare sulle attrattive
turistiche e su ciò che interessa l’ospite; si rende disponibile per qualsiasi
necessità o desiderio e talvolta condivide proprio con l’ospite interessi e
hobbies. La disponibilità e il calore dimostrati nei confronti del cliente si
accompagnano alla discrezione e al rispetto della sua libertà.
Quindi il Bed & Breakfast consente al turista di vivere un paese dall’interno
e di approfondirne la conoscenza grazie al contatto diretto con i locali.
La formula B&B non è concorrenziale con altre strutture ricettive, in
quanto si rivolge ad una tipologia particolare di utente: si tratta soprattutto
di famiglie e coppie italiane e straniere che viaggiano prevalentemente in
automobile. È una clientela abituata a costruirsi il proprio itinerario, spesso
lontano dalle mete più battute, desiderosa di entrare a far parte della cultura
locale e per questo disposta a rinunciare a piccole comodità. Inoltre cerca il
calore, l’informalità e il contatto diretto con le persone, elementi che si possono
trovare solo in una casa.

Secondo i nuovi trend rappresenta  uno stile di vita e un nuovo modo di viaggiare, di giovani e meno giovani che vivono il viaggio come esperienza.

In questi ultimi anni il Bed & Breakfast ha avuto una notevole diffusione
anche in Italia, sono sorti diversi circuiti locali e nazionali e le strutture sono
ormai segnalate anche sulle pubblicazioni delle province di appartenenza; in
internet nelle sezioni dedicate al turismo ci sono liste interminabili di singoli
B&B dislocati in tutto il paese. Questo non significa però che ci siano dappertutto
standard di qualità e tariffe effettivamente commisurate al servizio reso.
Purtroppo come è avvenuto all’inizio con l’agriturismo ci sono molti operatori
che s’improvvisano, senza alcuna preparazione, con risultati scadenti. Talvolta
sono affittacamere o altre realtà che per essere più appetibili e di moda
cambiano semplicemente etichetta.

3. Appartamenti e case per brevi periodi
Sono quelli che in inglese si definiscono short lets, affitti brevi, o selfcatering
apartments (appartamenti con uso cucina); piccole case individuali
o appartamenti mono o bilocali che all’estero, soprattutto nelle grandi
città, si trovano facilmente a tariffe molto convenienti. Sono alternativi al
Bed & Breakfast privato e vengono utilizzati da un minimo di poche notti,
alla settimana, fino al mese e più. In Italia ci sono da sempre le case o gli
appartamenti per vacanza, gestite in modo imprenditoriale nelle località più
turistiche. Sono strutture scelte principalmente dalle famiglie o gruppi di
amici per una vacanza al risparmio con più libertà. Ora invece gli short lets
si stanno affermando anche nelle grandi città a vocazione turistica come
Roma, Firenze, Napoli ma anche Torino e Milano, dove il turismo ha una
connotazione leggermente diversa. Si tratta principalmente di turismo d’affari
o a scopo didattico; pensate a chi si muove per fiere, manifestazioni
commerciali e culturali, convegni di vario genere, agli artisti. Tutte queste
persone, che di fatto sono turisti ed usufruiscono di tutte opportunità di servizio
e di svago offerte dalla città, spesso preferiscono una sistemazione in
appartamento perché consente loro più libertà di movimento e di orario.
Inoltre garantiscono i servizi essenziali – letto, bagno, uso cucina – a tariffe
più abbordabili rispetto agli alberghi. I periodi di soggiorno sono mediolunghi,
e infatti vanno da una settimana ad un mese.
Quella che prendiamo in considerazione è una formula di accoglienza gestita
da privati, non in modo imprenditoriale ma saltuario e ad integrazione
del reddito familiare, come avviene per il Bed & Breakfast. Dal punto di vista
del proprietario è ancora meno impegnativa del B&B in quanto non si è
tenuti a fornire la colazione o altri pasti, quindi è facilmente gestibile anche
da chi lavora fuori casa ed ha poco tempo da dedicare agli ospiti. Si tratta in
definitiva dell’accoglienza iniziale e della gestione delle pulizie. Questo tipo
di offerta ricettiva si sta incrementando, visto che gli italiani investono molto
nel mattone e, in questi momenti di incertezza e crisi economica, si tende a
“sfruttare” quello che si ha a disposizione. Per gli stessi motivi e per altri, chi
possiede un appartamento inizialmente destinato alla locazione tradizionale
con contratti lunghi, ora preferisce guadagnare di meno, non essendo l’introito
fisso e avendo ospiti anche per soggiorni di poche notti, ma avere il controllo
e la disponibilità dell’immobile in ogni momento. D’altro canto questo
rappresenta un problema per chi necessita di contratti di locazione transitoria
di durata maggiore, come gli studenti o chi viene trasferito temporaneamente
per motivi di lavoro in località diversa da quella di residenza.
A suffragio di quanto affermato ci sono nuove leggi regionali sul turismo
che tendono ad allargare il concetto di operatore turistico ricettivo anche
alle strutture gestite in forma non imprenditoriale, come si è vede nel
già citato Testo unico n. 42/2000 delle Regione Toscana.

Per gestire un appartamento in locazione turistica temporanea non serve neppure presentare la DIA al Comune ma bisogna rispettare le norme di pubblica sicurezza relative alle locazioni circa i cittadini extra UE e apolidi e registrare il contratto di locazione oltre i 30 gg. di soggiorno.

Recetemente il ministro del turismo Brambilla ha stilato un disegno di legge che riordina e puntualizza le figure professionali e le tipologie ricettive in Italia, quindi ci sono delle modifiche normative a quanto specificato ma poichè in materia di turismo sono le Regioni a legiferare in atonomia, queste modificazioni entreranno in vigore se e quando le singole regioni “recepiranno” la  nuova normativa e la integreranno alle leggi regionali vigenti.

Per finire, se le strutture ricettive si identificano per quello che sono in realtà il viaggiatore sa che cosa aspettarsi in termini di servizio e l’operatore sa come operare o quanto meno si informerà meglio, per non avere entrambi sorprese sgradite o essere vittima di malintesi.

In tutto questo però è importatissima la qualità del servizio offerto, che si imprenditoriale o no ma sempre professionale e improntato alla correttezza e al calore umano.

Per comodità ho riportato in italico testi tratti dal libro: Franco Angeli – Rita Apollonio e Giulia Carosella – Come conquistare i tuoi ospiti  per sempre… dedicato alla promozione delle strutture ricettive extralberghiere.