Short Lets regala o regalati conoscenza

ImmagineTutto quello che avresti voluto sapere sugli affitti turistici – Short Lets – ma che nessuno  ti ha mai detto…

tutte le risposte alle seguenti domande:

  • la mia Regione ha una normativa a riguardo?
  • devo/posso risiedere nella stessa casa destinata agli Affitti Brevi?
  • devo avere l’autorizzazione condominiale?
  • cosa rilascio all’ospite a fronte del pagamento?
  • devo stipulare un contratto?
  • cosa devo scrivere  nel  contratto?
  • come devo dichiarare le entrate?
  • posso detrarre le spese sostenute?
  • qual è l’iter burocratico per avviare l’attività?
  • devo aprire la  partita iva ?
  • devo/posso erogare  la colazione e/o gli altri pasti?
  • che obblighi ho in materia di Pubblica Sicurezza?
  • come posso essere sicuro che l’ospite paghi?
  • che tipo di ospiti potrei avere e che tariffe dovrei applicare?
  • come e dove vendere la mia struttura ricettiva?

troveranno finalmente risposta nella pubblicazione ” Come avviare e gestire gli affitti brevi – short lets in Italia” a cura di Rita Apollonio e Giulia Carosella.

clicca sul link per scaricare il modulo 0 gratuito;

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Se acquisterai almeno 2 moduli ne avrai un altro in regalo.

BUON NATALE  

FELICE E PROSPERO ANNO  NUOVO!

per un 2013 all’insegna della tua nuova attività SHORT LETS

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Nuovo seminario su Bed and Breakfast e Short Lets

Per coloro che non sono riusciti a partecipare alla sessione del 17 marzo scorso abbiamo fissato un nuovo appuntamento:

sabato 19 maggio 2012, sempre a Milano presso Formtre

http://www.formtre.it/catalogo-corsi/marketing/154.html

parleremo delle differenze tra le due tipolgie ricettive, degli aspetti legislativi, fiscali e pratici, inoltre una parte importante sulle fasi dell’accoglienza, come gestire le prenotazioni e il follow-up; infine qualche consiglio per la promozione della struttura anche tramite l’uso del web e del social marketing.

Vi aspettiamo!

Ancora su gli short lets

Dal mio primo articolo:
Per gestire un appartamento in locazione turistica temporanea non serve neppure presentare la DIA al Comune ma bisogna rispettare le norme di pubblica sicurezza relative alle locazioni circa i cittadini extra UE e apolidi e registrare il contratto di locazione oltre i 30 gg. di soggiorno.
La normativa di riferimento è quella del codice civile che riguarda le locazioni, applicabile quindi a livello nazionale.
Bisogna però tenere conto delle leggi delle singole regioni, o di provvedimenti comunali che non siano in contrasto con la suddetta legge.
Persino nel decreto legislativo emanato dal passato governo Berlusconi  c’è una norma che potrebbe essere applicata a questa tipologia. Vedere mio post su questo tema.
Morale, se non ci sono impedimenti reali o di consuetudine locale gli short lets = locazioni temporanee saltuarie, a scopo turistico, di tipo non imprenditoriale (per chi ha insomma solo uno o due appartamenti da dedicare a questo scopo) si possono gestire nel modo descritto. Per quel che riguarda poi i regolamenti di condominio penalizzanti o ci si spiega e ci si mette d’accordo, oppure lasciate perdere.
Potete trovare le leggi regionali che riguardano il turismo sul sito: http.//www.camera.it oppure sui siti delle singole regioni.

Piace la legge sul Turismo voluta da De Mita. Cancellati gli Ept Il testo si basa su tre pilastri fondamentali

Sistemi turisti locali (Stl), Regione Campania e Agenzia regionale per la promozione del turismo e dei beni culturali della Campania. Sono questi i tre organismi a cui il disegno di legge formulato dalla Giunta regionale affida la governance del sistema turistico regionale. La proposta, illustrata oggi dal vicepresidente della Giunta e assessore al Turismo Giuseppe De Mita, gia’ nel pomeriggio approdera’ in commissione per provare ad arrivare all’approvazione da parte del Consiglio regionale in tempi brevi.
La proposta di legge prevede la nascita degli Ambiti territoriali turistici omogenei; la soppressione degli enti provinciali del turismo e delle Agenzia di soggiorno; la predisposizione dei Servizi di informazione e accoglienza turistica, della Carta dei servizi e della Carta dei diritti. Gli Ambiti territoriali, secondo il disegno di legge, sono individuati dalla Regione entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge regionale e il loro strumento di governance sono gli Stl la cui costituzione e’ obbligatoria e deve avvenire entro 120 giorni dall’individuazione degli Ambiti. Compito degli Stl e’ l’organizzazione dei servizi di accoglienza e dei servizi alla persona. Per quanto riguarda il loro status giuridico, il testo lascia autonomia ai soggetti che lo costituiscono che possono essere enti locali, soggetti pubblici, imprese del settore turistico, associazioni o consorzi di soggetti privati o pubblico-privati che operano nel settore turistico.
Unico vincolo previsto dalla norma, l’istituzione nello statuto di un voto ponderato, che dia piu’ peso agli enti locali, qualora si debba deliberare sull’organizzazione di un servizio di interesse pubblico, quale ad esempio il trasporto pubblico. Alla Regione Campania resta la centralita’ sotto il profilo di indirizzo e di controllo, mentre all’Agenzia viene affidato lo svolgimento delle attivita’ di promozione turistica e di comunicazione. L’Agenzia e’ definita come ente pubblico non economico, strumentale ed e’ dotata di autonomia organizzativa, amministrativa, patrimoniale e contabile.
Organi dell’Agenzia sono il Consiglio di amministrazione e il Collegio dei revisori. Il Cda e’ nominato dal presidente della Regione ed e’ composto dall’assessore al Turismo con funzioni di presidente e da due esperti nel settore turistico designati dall’Unione regionale delle Camere di Commercio e dalle associazioni di categoria. La partecipazione al Consiglio non prevede alcuna indennita’. Sul fronte della programmazione turistica, il disegno di legge introduce l’Atto di indirizzo dello sviluppo turistico regionale annuale proposto dall’assessore ogni anno entro il 28 febbraio dell’anno antecedente a quello di riferimento e approvato dalla Regione entro il 31 marzo e il Programma annuale di sviluppo turistico che comprende il piano esecutivo dell’Agenzia e i programmi dei servizi degli Stl che deve essere approvato dalla Giunta entro il 31 ottobre. La legge piace agli operatori del settore che hanno apprezzato l’impostazione.

Incanti e disincanti

Ciao,
in questo blog semi-serio vi parlerò di questo paese, sotto vari aspetti poco conosciuto.
Dal mio nido d’aquila vallesano descriverò quello che vedo, che immagino e che so. In particolare vi parlerò della natura, degli abitanti, della storia, di curiosità turistiche, arte, sport e sfaterò o confermerò i principali luoghi comuni.
Starà a voi capire quando sitratta di incanti e quando al contrario di disincanti.
Sarò la vostra guida e il vostro infiltrato. Sono al servizio <em>di suamaestà</em> cioè al vostro servizio!
Intanto le mie coordinate geografiche: mi trovo a 1090 m. s.l.m. sulla riva gauche (sinistra) della Valle del Rodano, come su un balcone prospicente l’antica città di Sion.
Il Vallese è un Cantone che confina con l’Italia, vi si accede principalmente dal Passo del Gran San Bernardo in Valle d’Aosta e dal Passo del Sempione, dopo Domodossola, la via più diretta da Milano. Poi  sono innumerevoli i valichi che si possono percorrere a piedi, quelli usati da sempre dai mercanti e dai contrabbandieri tra i ghiacciai alpini.
Il Vallese condivide con l’Italia le alte cime del Cervino qui chiamato Matterhorn o Cervin (utilizzato ora nel marchio di Valais Tourisme),  del Monte Rosa e del Grand Combin.
Dal punto di vista culturale il cantone è bilingue, diviso in due presso la città di Sierre; qui passa la linea di demarcazione ideale e fisica tra l’alto Vallese, germanofono, a est e il Vallese Centrale e Basso, francofono, a sud. Le due comunità diciamo che si sopportano ma di fatto non c’è vera integrazione.
Incredbile ma vero, nelle scuole delle due parti non è ancora obbligatorio lo studio della lingua dell’altro semi cantone…
Solo chi si occupa di turismo bene o male usa l’altra lingua e l’inglese. L’italiano non è utilizzato nella comunicazione turistica ufficiale, il target non interessa ai boss delle istituzioni turistiche, peccato! Nonostante a Crans Montana ci sia installata da tempo una colonia di ricchi Milanesi proprietari di lussuose case di vacanza.
I francofoni non amano parlare altre lingue ma l’italiano è largmente compreso e un po’ parlato, grazie all’appeal dell’Italia come meta turistica conosciuta, (ancora per poco temo!)  alla cucina e alla “simpatia” in genere dell’italica stirpe 🙂  ma anche, soprattutto, in seguito alla massiccia immigrazione avvenuta nei decenni passati. Attualmente ci sono in Vallese circa 20000 italiani, di prima, seconda e terza generazione. Molte famiglie locali hanno cognomi italiani (mantenuti tali o francesizzati) e parenti provenienti  da tutte le regioni della nostra penisola, moltissimi dalla provincia di Lecce.
Non ho speficato che in Alto Vallese e nella Svizzera germanofona si parlano soprattutto gli<em> Swiz Deutch</em>, una serie di dialetti poco comprensibili anche a  chi parla il buon tedesco. Poi ci sono i vari <em>patois</em>, dialetti franco provenzali parlati nelle vallate al confine con l’Italia e la Francia, quasi uguali nei due versanti. Ci sono frequenti eventi e scambi culturali dalle due parti. Una volta mi hanno detto che i Vallesani sono Italiani paracadutati dalla parte sbagliata (dalla cicogna forse!).
Per oggi passo e chiudo!